Gioco
Entro dieci giorni la firma con il marchio per il supermercato
L’imprenditore Ceragioli avanti con i lavori per via Roma «Troppa burocrazia, togliamola per attrarre investitori»
CAMAIORE
Ci stava quasi per rinunciare: troppa burocrazia, troppi rimandi. L’imprenditore edile camaiorese Bruno Ceragioli era sul punto di non mettere più neanche un mattone nell’ex area della Cevecom per costruire il nuovo supermercato di via Roma in centro a Camaiore.
«Ma io sono tenace - dice - e non ho intenzione di mollare. Tanto che nelle prossime settimane, a cavallo tra settembre e ottobre firmeremo con il marchio per dare il via ai lavori».
Mancano veramente gli ultimi permessi per cominciare i cantieri: l’ultima stima di Ceragioli è che si incominci tra novembre e dicembre: «Sicuramente a gennaio dell’anno nuovo saremo in grado di vedere qualcosa».
Ma la burocrazia, i progetti cambiati, gli uffici sono stati elementi che hanno frenato l’avvio: «Dall’amministrazione ho visto la volontà politica di portare avanti il progetto - ammette l’imprenditore - ma devo ammettere che per me è stato molto frustrante perché i tempi della pubblica amministrazione sono estremamente lunghi. Avendo lavorato per una vita nel privato, tutte queste lungaggini mi hanno scoraggiato in molti momenti».
Nella convenzione che l’amministrazione ha stretto con la proprietà è previsto che vengano fatti con spese a carico di Ceragioli non solo i cantieri che riguardano l’area Ex Cevecom, quindi dell’area commerciale (un immobile da circa 1500 metri quadrati con parcheggi), ma anche alcuni lavori che serviranno direttamente alla comunità come un parcheggio, parte del quale dovrà essere pubblico, ad uso anche dei cittadini camaioresi e, uno dei punti più controversi della trattativa, la rotatoria, un nuovo percorso per la Francigena e una viabilità alternativa a via Provinciale.
Un complicato lavoro che adesso sta per giungere a compimento. Ceragioli invia quindi il proprio invito all’amministrazione comunale: «Sarebbe necessario che il Comune provasse a semplificare certi meccanismi farraginosi che non fanno altro che disincentivare chi vuole investire nel territorio - dice - imprenditori come me e il Pardini crediamo nel territorio e per questo facciamo investimenti malgrado le carte. Ma chi deve venire appositamente non può che andarsene». —
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