Il dolore
Porto, nuovo insabbiamento Molte le barche in difficoltà
Un cumulo di sabbia si è creato tra Triangolino e bocchetta dove il fondale è 1 metro Si attendono i rilievi per decidere come intervenire. Intanto ci sono boe e ordinanza
L’ultima richiesta di soccorso per insabbiamento risale a venerdì scorso, quando una barca a vela si è “piantata” nel nuovo banco di sabbia sott’acqua spuntato tra Triangolino e bocchetta di accesso al porto. Una novità ben presente alla Capitaneria guidata da Giovanni Calvelli, che ha già emesso un’ordinanza e posizionato le boe. «Attendiamo gli ultimi rilievi», spiega il comandante, «e ai primi della prossima settima interverremo ridefinendo l’ordinanza. Ed abbiamo già chiesto all’Autorità portuale regionale di mettere in atto tutti gli accorgimenti necessari per risolvere».
Tra le ipotesi raccolte in porto tra chi va per mare anche quella che il nuovo insabbiamento sia stato in qualche modo prodotto dai lavori di escavo per la realizzazione della nuova banchina commerciale. «Come ingegnere», spiega al Tirreno Fabrizio Morelli, segretario dell’Autorità portuale regionale. «non mi sento di dire una cosa del genere. Che mi sembra un’affermazione un po’ imprudente». Appena l’Authority avrà a disposizione i nuovi rilievi - non più tardi di lunedì - «dovremo cercare di capire, attraverso simulazioni delle correnti, cosa può essere accaduto». In un quadro che è sotto gli occhi di tutti e che ha visto l’aumento della sabbia che si riversa sul porto di Viareggio. Che tutti vorrebbero liberare dal problema, ma poi il sabbiodotto è stato smantellato nel 2000, sostituito da un costo sistema di dragaggio tanto inefficiente ed imbarazzante da aver indotto il presidente della Regione, Enrico Rossi a far governare il porto di Viareggio da un proprio organismo.
«Vedremo di capire quanti metri cubi di sabbia vanno tolti», continua Morelli, «e cosa può essere fatto». Perché i materiali prelevanti dall’avamporto non possono essere utilizzati per il ripascimento delle spiagge, ma smaltiti con costi elevati. «È un problema di risorse ma anche di normativa», sottolinea Morelli. Il quale non ha mai abbandonato l’idea che il porto di Viareggio abbia necessità di un nuovo sabbiodotto, integrato con le opportune opere portuali. Un progetto che Morelli ha presentato quasi all’inizio del proprio mandato ma che, al momento, rimane non finanziato dalla Regione.
«Ad oggi sono comunque convinto della bontà della proposta fatta», sono le parole del segretario dell’Authority, impegnato nel corpo a corpo con la sabbia che vedrà i lavori di dragaggio della barra sabbiosa (vecchia conoscenza) riprendere «nei primi dieci giorni del mese di ottobre». —
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