Sicurezza
Perse 16 banche per via della crisi e altre rischiano di chiudere presto
Affari in calo e correntisti sempre più orientati all’on line Secondo la Cgil due istituti all’anno lasceranno la Versilia
viareggio
Sedici filiali in meno nel giro di dieci anni. Le banche sono in ritiro dalla Versilia: delle 99 sedi di istituti di credito che si trovavano nel territorio all’epoca dello scoppio della crisi – oltre 40 erano solo a Viareggio – ne sono rimaste 83. Marchi anche prestigiosi hanno preferito ridurre la propria presenza su un Comune o andarsene definitivamente. Le ragioni sono molteplici e ognuno ha la sue. Per tutti, però, valgono due grandi fattori: il calo degli affari complessivi e il trasferimento su Internet di molte procedure. Che rende gli sportelli sul territorio sempre meno utili. Due elementi che spingono le banche a tagliare le filiali con un ritmo ogni anno più sostenuto: secondo la Cgil, da ora al prossimo futuro due banche all’anno lasceranno la Versilia.
Il fenomeno riguarda tutto il Paese, ma la Versilia è una piccola nazione con un reddito medio abbastanza elevato: ecco perché colpisce il calo delle banche sul territorio. Viareggio è quella che subisce le perdite maggiori, com’è ovvio: secondo i dati in possesso di Bankitalia, dai 41 istituti del 2008 siamo passati ai 33 del 2018 (aggiornato al 21 settembre). Camaiore perde tre filiali, Pietrasanta una e Forte dei Marmi due. Una filiale in meno anche per Massarosa. Il bilancio resta in pari a Seravezza, mentre nel Comune di Stazzema c’è rimasta una sola banca aperta: la Bcc a Pontestazzemese.
Ci sono due fattori che stanno spingendo le banche a ritirarsi dai territori, concentrando l’attività su un numero minore di filiali. Intanto c’è stata una riduzione complessiva degli affari, legata a una crisi economica che ha duramente colpito il sistema bancario. E che ha portato piani da lacrime e sangue per alcuni marchi storici del credito italiano. Si pensi allo stop quasi totale che alcune banche, anche in buona salute, avevano deciso sui mutui per l’acquisto della prima casa. Che da una gestione a volte allegra era passata a una rigidità senza senso. Il secondo fattore è il più irreversibile di tutti: l’orientamento sempre maggiore dei clienti sulle procedure on line, dalla domiciliazione delle bollette al pagamento delle tasse. Anche se le file per il pagamento col modello F24 si vedono ancora in alcuni paesi, è una pratica che viene svolta sempre più sul web. E poi ci sono le motivazioni differenti da banca a banca. Spiega Carlo Moretti, responsabile provinciale Fisac Cgil e rappresentante sindacale nel gruppo Bpm: «Ci può essere la preferenza su una città rispetto a un territorio più frastagliato, oppure su una zona centrale rispetto a un quartiere più periferico. Ma ci sono anche difficoltà interne e le fusioni di gruppi. Che portano a un taglio inevitabile di filiali, divenute ormai troppe».
Ecco perché in futuro non ci saranno inversioni di marcia. Anzi, forse assisteremo ad accelerazioni. «In Versilia sono già state fatte numerose operazioni in questo senso – afferma Moretti – ad esempio, nel giugno scorso il gruppo Bpm ha chiuso tre filiali: due a Viareggio e una a Forte dei Marmi nella zona di Vittoria Apuana. Altre chiusure di altri gruppi bancari potrebbero avvenire a breve. Facendo una stima, possiamo dire che due filiali all’anno potrebbero lasciare la Versilia. Ovviamente – conclude Moretti – questo comporta problemi sia per i clienti che per i dipendenti, anche se ogni filiale fa storia a sé. E certe scelte sono più discutibili di altre». —
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