Gioco
I familiari delle vittime al sindaco: «Niente inchini a Rfi»
Contestato l’incontro per la nascita di un Osservatorio sulla sicurezza in ferrovia E la richiesta che manager e aziende di Fs condannati rinuncino alla prescrizione
C’è un punto sul quale per i familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio - 29 giugno 2009, 32 morti - non c’è margine di confronto alcuno: «Trattare di sicurezza ferroviaria con chi è stato condannato in primo grado perché questa sicurezza doveva garantire e non lo ha fatto». Sono parole dure e ferme quelle che Marco Piagentini, presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei” pronuncia all’indomani dell’incontro che Comune di Viareggio, Regione Toscana ed Anci hanno avuto con Rete ferroviaria italiana come primo passo per la costruzione di un Osservatorio nazionale per la sicurezza ferroviaria.
«I familiari delle vittime esprimono tutta la propria sofferenza poiché tutto pensavano, ma non che il sindaco della loro città - a 54 giorni dall’inizio del procedimento d’appello - si inchinasse, aprendo le porte di Viareggio, e permettesse a Rfi di fare passerella con il pretesto di un osservatorio sulla sicurezza… Tutto ciò ci appare oltremodo offensivo». Un appuntamento del quale i familiari non sapevano la data e del cui esito hanno appreso a cose fatte dai mezzi di informazione.
«Al tavolo non ci saremmo seduti», sono le parole che Daniela Rombi pronuncia al telefono con il Tirreno: «Ma sapere cosa fa il nostro sindaco per i nostri figli che non ci sono più lo pretendiamo. Perché qualsiasi cosa fatta intorno a questa faccenda è roba nostra».
Perché prima di qualsiasi confronto ci sono questioni che non hanno risposta da troppo. Ed una in particolare ha tempi strettissimi per una risposta: «È stato chiesto a Rfi di rinunciare alla prescrizione per essere giudicata da un Tribunale dello Stato italiano accertando tutta la verità sulla strage di Viareggio?». I morti bruciati e le ferite di chi si è salvato ma ancora lotta per la propria salute lo pretendono. Perché altrimenti il 13 novembre, la prima udienza dell’Appello, decreterà prescritti i reati di incendio e lesione colpose. E sarà, insomma, come se nessuno si fosse fatto niente.
La posizione presa dai familiari delle vittime è firmata anche dal Comitato nazionale “Io non dimentico” e condivisa da “Assemblea 29 giugno”.
«Il 7 settembre sono stata al ministero dei trasporti ed ho portato l’istanza dei familiari delle vittime del disastro ferroviario per un incontro con il ministro dei trasporti Danilo Toninelli ed ho consegnato alla sua segreteria particolare la mozione approvata anche dal consiglio comunale di Viareggio», sono state le parole della capogruppo Cinque stelle, Annamaria Pacilio, presente alla conferenza stampa di ieri. E Massimiliano Baldini, capogruppo Movimento cittadini ha dichiarato: «Piena solidarietà all'associazione “Il mondo che vorrei” ed ai familiari delle vittime della strage di Viareggio per le parole di grande amarezza oggi da loro pronunciate nei confronti del sindaco, decisamente incauto nell'incontrare Rfi». —
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