Il Tirreno

Versilia

Favilla e il nuovo nemico: "Ho imparato a lottare contro il male"

Matteo Tuccini
Favilla e il nuovo nemico: "Ho imparato a lottare contro il male"

Ex sindacalista e assessore provinciale, oggi leader anti-Bolkestein: "Nessun avversario è come questo. Ma io resto quello di sempre"

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Di avversari, per non dire nemici, ha riempito il mondo. Gli è venuto facile, stando in prima linea e a sinistra. I primi furono i balneari versiliesi degli anni Sessanta e Settanta, quando i giovani bagnini come lui non avevano diritti. Poi ci sono stati i capi in Ferrovie, tra cui un Mauro Moretti «che trattai malissimo quando era sindacalista e parlava da manager». E i politici, tanti, con cui ha avuto a che fare nella Clap, in Provincia e ancora oggi che è uno dei referenti della battaglia anti-Bolkestein dei balneari. Ora al suo fianco. «Però nessun avversario è peggiore di questo», dice Emiliano Favilla. Che alla tenera età di 73 anni ha imparato una nuova lotta. Quella contro il male scoperto alla fine dell’estate scorsa.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.17247863:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2018/09/14/news/il-coraggio-di-anna-chiara-petacchi-corro-contro-il-tumore-1.17247863]]

Favilla ha deciso di parlarne pubblicamente su Facebook, dopo l’ultimo controllo eseguito con esito confortante. Chi lo conosce sapeva già tutto: il personaggio è senza filtri. La qualità che lo fa amare, ma anche detestare. Soprattutto quando gli si chiede una diplomazia fuori dal suo Dna. «Ho iniziato a sentirmi poco bene alla fine dell’estate del 2017 – racconta Favilla – da lì sono partiti gli esami e grazie a quelli si è capito cosa stesse succedendo. Il 15 febbraio scorso sono stato operato all’ospedale Versilia dal dottor Luciano Nocentini, un chirurgo davvero bravo. Poi otto cicli di terapie, fino a pochi giorni fa. Sarò monitorato, come tutti: ma per ora la cosa procede bene».

Favilla racconta di aver provato una sensazione mai vissuta prima. E non è un modo di dire. «Ho 73 anni e in vita mia non ho mai avuto niente, non mi sono operato neppure a un’unghia. Quando ho saputo della malattia ho temuto, per un attimo, che avrei reagito male. Invece l’ho affrontata nel modo migliore. C’è chi smette di dormire, chi sta malissimo: li capisco, è dura. Io sono riuscito a restare me stesso. Ho passato come sempre l’estate al Venusta 2, con la canotta rossa da bagnino. Faccio le verticali, una mia passione. La politica, gli impegni che ho mi aiutano a distrarmi».

Non c’è altro modo di vivere la vita, sembra dire. Almeno secondo lui, capace di prendere di punta una questione e di finire anche gambe all’aria. Come la macchinina giocattolo che carichi e mandi a sbattere contro il muro. Si fa male, piuttosto, ma non molla. «Ho cominciato a fare il bagnino che ero ragazzetto, al Lidino e al Principe di Piemonte. Poi le battaglie in Ferrovie, fino a diventare segretario provinciale della Cgil-trasporti». All’epoca, racconta sempre, la sezione Marco Polo del Pci era piena di gente. Si impegna nel sindacato, poi in politica con Rifondazione comunista e diventa amministratore. Alla Clap e in Provincia, dov’è assessore con Andrea Tagliasacchi e Stefano Baccelli. Lì, in una Lucca completamente diversa da lui, scoprono che Favilla il comunista non è poi così male. E quando c’è un’emergenza è il primo a partire. Anche se chi lo chiama non lo voterebbe mai. Quando diventa leader dei balneari, chi gli è stato compagno di tante battaglie non capisce. Lui risponde: «Anche mettere le spiagge all’asta e toglierle alle imprese familiari della Versilia è un’ingiustizia». Ora gliene è toccata una enorme da combattere. «Ma io resto me stesso. Sempre e comunque».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web