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Faceva shopping senza pagare, condannata quarantenne viareggina
Le indagini dei carabinieri avevano accertato 24 episodi solo tra il giugno 2017 e il febbraio di quest’anno
VIAREGGIO. A fine marzo era scattato l’arresto in seguito alle indagini dei carabinieri della Compagnia di Viareggio. Ieri è arrivata la condanna con rito abbreviato a 4 anni e 2 mesi per Silvia Betta, quarantenne viareggina, che dovrà scontare la pena per i reati di appropriazione indebita, insolvenza fraudolenta, utilizzo indebito delle carte di credito, furto.
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Nel corso delle indagini coordinate dal sostituto Procuratore Salvatore Giannino i carabinieri sono arrivati ad accertare «24 episodi in cui la donna ha commesso i fatti relativi ai reati che le sono stati contestati, solo nel periodo compreso tra giugno 2017 e febbraio 2018, in diversi comuni della provincia di Lucca».
Molto diversificato il modo di operare della donna, così ricostruito nelle indagini dei carabinieri: «In alcune attività commerciali - ristoranti, alberghi o parrucchieri - usufruiva dei servizi offerti e poi, con banali scuse, si allontanava senza pagare; ed ancora, si recava nelle abitazioni o in negozi e, con qualche scusa, distraeva i proprietari per poi rubargli cellulari, soldi e carte di credito. Oppure si presentava in esercizi commerciali che vendevano biciclette e, dopo averne noleggiata una, se ne appropriava senza riconsegnarla».
Nel corso dell’estate precedente all’arresto erano fioccate le segnalazioni e le proteste anche attraverso Facebook, molte delle quali da commercianti di Torre del Lago, frazione dove la donna era molto conosciuta ed i suoi comportamenti non passavano certo inosservati.
Qualche volta - così le segnalazioni - gli acquisti, che non riguardavano solo generi di prima necessità, non venivano pagati motivando il gesto con la dimenticanza del portafoglio, oppure con l’assenza di denaro che di lì a poco sarebbe stato prelevato dal bancomat più vicino, operazione che poi non veniva mai compiuta. Non sempre la donna era sola quando si presentava per le proprie “spese” senza lasciare presagire come sarebbe andata a finire per il negoziante.
Dato il ripetersi degli episodi tutti dello stesso tenore, alla fine sono arrivate le denunce delle vittime. Che hanno così dato il via alle indagini dell’Arma, concluse in breve tempo ed oggi suffragate anche dalla condanna emessa.
Al termine dell’inchiesta, Silvia Betta era stata arrestata e detenuta nella sezione femminile del carcere Don Bosco di Pisa, dove ieri è stata ricondotta dopo la sentenza emessa dal Gup Giuseppe Pezzuti in Tribunale a Lucca.
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