Italia
Nuova cucciolata di lupi I branchi adesso sono cinque
I biologi del Parco delle Alpi Apuane li hanno individuati attraverso fototrappole L’espansione sarebbe stata agevolata dalla presenza massiccia di ungulati
Il loro ululato è stato captato dai guardaparco e dai biologi del Parco delle Apuane. Ma se non fosse bastato, come prova ci sono dei bellissimi filmati, catturati con le fototrappole. Si vedono i cucciolotti di lupo. Piccoli, esili e ancora ingenui che giocherellano fra loro.
L’estate ha infatti portato sulle montagne delle Apuane cinque nuove cucciolate di lupo. Cinque, perché ormai i branchi sono saliti di numero, e si estendono su tutto il territorio dell’area protetta. Wolf-howling: è la tecnica utilizzata dai ricercatori e guardaparco – oltre alle foto-trappole – per individuare e studiare la popolazione di lupi. Il censimento è stato fatto nelle scorse settimane. «Abbiamo avuto un ottimo successo – spiega la biologa collaboratrice del Parco, Paola Fazzi – perché nel corso della nottata di wolf-howling, e un’altra giornata, abbiamo avuto risposta dai cuccioli in tutti i branchi. Ciò ha confermato la presenza di cinque gruppi riproduttivi all’interno dell’area protetta».
Era appena il 2017 quando, alla fine del censimento fatto, sempre per richiamo, si ipotizzava la presenza di un quarto branco. «Questo aumento di esemplari – prosegue Paola Fazzi – è dovuto al fatto che dal 2014, quando si è riscontrato il primo branco riproduttivo, non era ancora stato occupato tutto il territorio disponibile: va considerato che ogni unità occupa in media 100 chilometri quadrati. Si è andati alla media di un branco l’anno arrivando ora ad avere tutto il territorio della Alpi Apuane coperto dalla presenza di branchi di lupi».
L’espansione della popolazione, oltre che un fatto naturale, è stata agevolata dalla disponibilità di ungulati nel Parco. «Stiamo ancora verificando tramite le fototrappole, ma si stima fra i 4 e gli 8 piccoli per branco». Un numero che sembra alto ma che è destinato a diminuire per l’elevato tasso di mortalità infantile di questa specie. «Il numero va considerato – prosegue Fazzi – in relazione alla stagione in cui siamo e rispetto alla quantità di cuccioli che sopravviverà oltre ad un anno di età».
Fra le cause per cui i cuccioli non superano il primo anno c’è il bracconaggio. «I bracconieri non uccidono specificatamente i lupi piccoli, ma essendocene molti la percentuale di probabilità che si colpisca un giovane è maggiore – spiega la biologa –. Generalmente si tratta di arma da fuoco, veleno, o possono esserci incidenti stradali (chenon è bracconaggio, ma succede spesso che un lupo debilitato da veleno o spari sia più in difficoltà ad attraversare la strada, ndr)». Fra le altre cause ci sono anche le morti per cause naturali e anche il fenomeno di dispersione. Cioè i cuccioli, intorno agli 8 mesi, tendono ad allontanarsi. —
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