Sicurezza
L’arrampicata sulla chiesa fa discutere i camaioresi
In tanti si sono avvicinati alla facciata della Collegiata per verificarne le condizioni Gli organizzatori dell’evento e don Righi smentiscono che ci siano stati danni
camaiore
«Guarda, secondo me quel buco prima non c’era». I camaioresi si danno di gomito, qualcuno si avvicina alla facciata della Collegiata. Il più audace, novello Alberto Angela, assicura: «Non c’era, non c’era: ne sono sicuro». E giù discussioni su com’era il materiale che utilizzavano nel Medioevo, quanto era resistente. Mica come il cemento di adesso. Ma la domanda vera è una sola: perché si è data la possibilità di scalare a mani nude la chiesa di Santa Maria Assunta, manco fosse la parete del Cervino?
Ieri mattina il centro storico è stato teatro di scene degne di “Amici miei”. Stavolta non c’era il fantomatico Ente Regione a minacciare di buttar giù la chiesa per costruire l’autostrada. A far discutere è il “Camaiore climbing & trekking festival”, che domenica mattina ha previsto un’arrampicata anche sulla Collegiata. Il caso è stato sollevato dal portavoce del Movimento 5 Stelle Francesco Ceragioli, che ha parlato di danni al patrimonio storico e religioso, oltre che di scelta discutibile. Gli organizzatori si difendono: tutto fatto nel massimo rispetto e soprattutto senza conseguenza alcuna per la Collegiata.
«I partecipanti a tutte le attività in programma, dalle arrampicate dimostrative al trekking su percorsi più complessi, sono stati seguiti da guide alpine e ambientali, per garantire la sicurezza loro e dei luoghi del Festival – afferma Roberta Palmerini, presidente del Consorzio di promozione turistica della Versilia, che ha organizzato l’evento dello scorso fine settimana insieme al Centro commerciale naturale di Camaiore, a Ciclica, Società guide alpine ProRock e Associazione Prorock Outdoor e con il supporto dell’amministrazione comunale – I percorsi in parete sono stati effettuati a mani nude, con l’unico ausilio di uno spazzolino dalle setole morbidissime. Per eliminare da cavità e sporgenze l’eccesso di carbonato di magnesio, una polvere estremamente solubile utilizzata dagli scalatori per avere una presa più salda. Al termine delle arrampicate, poi, gli addetti dell’associazione Prorock hanno ripercorso tutti i circuiti utilizzati e ripulito le pareti accuratamente».
Inoltre, all’inizio della manifestazione, gli organizzatori si erano preoccupati «di scattare fotografie dei luoghi di maggior pregio, per avere un termine di confronto reale al termine del Festival. E da un primo, immediato raffronto, che approfondiremo con i tecnici, non abbiamo riscontrato danneggiamenti o alterazioni evidenti», rassicura la presidente del Consorzio. Che poi aggiunge: «La manifestazione ha avuto un’affluenza inaspettata».
In effetti nessuno discute il risultato di pubblico, così come di... chiacchiere. Fatto sta che c’è chi contesta la scelta di scalare un monumento storico, facendo l’esempio della Fontana di Trevi: non è necessario non causare guasti per poter salire su un monumento, anche se solo per pochi metri e per pochi minuti.
Eppure sia il Comune che la Diocesi ribadiscono che «l’evento era regolarmente autorizzato». Don Silvio Righi, priore di Camaiore e responsabile della Collegiata, la vede così: «Danni? Non mi risultano, non mi hanno riferito di cose del genere. E lo dico francamente: penso che i problemi, a Camaiore, siano altri». —
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