Sicurezza
Due bambini sospesi da scuola: non erano vaccinati
Viareggio, un’altra decina di genitori hanno ritirato i figli: "Tanto risultano non conformi e a rischio espulsione". Striscione di protesta in Comune
VIAREGGIO. Due bimbi sospesi (uno dall’asilo nido e l’altro da una scuola materna) perché non vaccinati. Altri dieci lasciati a casa direttamente dai genitori «perché tanto non risultavano conformi». È il primo effetto della legge regionale sull’obbligo vaccinale che ha di fatto scavalcato tutte le giravolte nazionali. Dalla scorsa settimana, in Toscana, non c’è titubanza governativa o certificazione che regga: i bambini tra 0 e 6 anni non in regola con i vaccini non possono entrare. Punto. E così due piccoli a Viareggio sono rimasti fuori. Lo rende noto il Comune (attraverso il suo ufficio stampa) aggiungendo che i bimbi saranno sospesi «fino a quando non avranno regolarizzato la loro posizione vaccinale». Sulla carta rimangono iscritti.
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La legge regionale prevede infatti che i bimbi, per «essere iscritti e ammessi ai nidi d’infanzia, ai servizi integrativi per la prima infanzia, alle scuole dell’infanzia e alle strutture per minori» siano stati sottoposti alle dieci vaccinazioni (anti-poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus B, morbillo, parotite, rosolia e varicella). La Regione ha di fatto giocato d’anticipo con il governo, annullando qualunque provvedimento sarà preso a livello nazionale ma anche la decisione di lasciare tempo ai genitori fino al prossimo marzo di presentare una auto-certificazione.
E visto che le cose stanno così, alcuni genitori della Versilia (che secondo la legge non sono in regola) hanno deciso di ritirare direttamente i propri figli da scuola. Una decina in tutto, in Versilia, i bimbi che sono stati ritirati. «Tutto questo sta avvenendo nel più completo silenzio da parte dell’opinione pubblica locale – si legge in una nota del Gruppo Versilia-Viareggio per la liberà di scelta –. La maggior parte delle famiglie dei bambini non conformi sono state contattate dalle segreterie scolastiche nelle giornate di giovedì e venerdì scorso, a pochi giorni dall’inizio della scuola. A complicare la situazione è anche il comportamento diverso che i vari presidi hanno deciso di tenere in merito alla frequenza scolastica. Ci rendiamo conto che nemmeno il personale scolastico, dai presidi alla segreteria è preparato in merito al decreto Lorenzin, ma prende posizioni, alcune volte anche molto rigide. Tutto questo a dimostrare quanto il clima sia caldo e fortemente discriminatorio nei bambini, definiti non conformi. È quindi con ansia e incertezza che i bambini e le famiglie iniziano il nuovo anno scolastico, aspettandosi ogni giorno la lettera di espulsione. Ci rivolgiamo al sindaco Giorgio Del Ghingaro – continuano dal gruppo –, che pensi veramente alla sicurezza dei bambini monitorando giardini ed edifici scolastici; è infatti di pochi giorni fa la notizia della caduta di un albero all’interno del giardino di una scuola, questo è il vero pericolo per i bambini».
Nella mattina di lunedì 17, intanto, ai cancelli del Comune di Viareggio, come in altre zone della città, è apparso uno striscione: «Tutti a scuola #noobbligo». Ma così non è stato.
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