Il Tirreno

Versilia

AL POLLINO 

Miasmi dal depuratore gli ambientalisti pronti a chiedere i danni

LUCA BASILE
Miasmi dal depuratore gli ambientalisti pronti a chiedere i danni

Anche il Pd contro Gaia e Comune: «Non si può continuare  a trattare i fanghi così senza che nessuno controlli» 

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PIETRASANTA

Dopo un’estate, l’ennesima, caratterizzata da cattivi odori e disagi nella zona del Pollino, c’è chi, esasperato, pensa di fare ricorso alle carte bollate. «Stiamo valutando, con i nostri legali, di chiedere un risarcimento per l’inefficienza del servizio di depurazione» fanno sapere dall’Associazione per la tutela ambientale della Versilia che ha scritto una lettera, indirizzata a Comune, Gaia, Arpat, Asl, Polizia municipale e carabinieri, sollecitando di essere informata sull’iter delle autorizzazioni relative allo stesso impianto di depurazione presente in zona. «Così come chiediamo di essere invitati alle conferenze di servizi per prendere visione degli atti e presentare memorie scritte e documenti. Al cattivo odore che subiamo da anni proveniente dall’impianto, si è aggiunto un ulteriore aggravio – si legge nella lettera– dovuto al deposito di fanghi presso lo stesso impianto. Problema che è emerso solo dopo che abbiamo denunciato sui giornali la presenza di fanghi esposti all’aria aperta senza alcuna copertura. Per questo – aggiungono dall’associazione – chiediamo di visitare l’impianto per poterci rendere conto della situazione. Ribadiamo che, visto il carico ambientale imposto da scelte politiche sull’area del Pollino e zone limitrofe non accetteremo un potenziamento dell’impianto di depurazione. Carico ambientale che ha conseguenze sulla qualità della vita, della salute e dell’ambiente. E proprio per le problematiche innescate dal depuratore, cattivo odore, sversamenti, mancanza di allacci e ora i fanghi, valuteremo una richiesta di risarcimento danni».

Fin qui l’Associazione più che mai propensa a dare battaglia e voce ai residenti della frazione, ma anche il Pd entra nel merito di un disagio che «sta nauseando – scrivono Ettore Neri, Rossano Forassiepi e Nicola Conti – un’intera comunità. Ancora oggi si sentono i fetori di questi prodotti evidentemente vengono trattati senza le dovute attenzioni e le complete procedure previste da protocollo. Non è possibile che Gaia continui a trattare i fanghi con tale superficialità e che il Comune non faccia controlli. Viene da chiedersi: se l’impianto fosse in un’altra zona, la situazione sarebbe questa o ci sarebbe molta più cura? I cittadini del Pollino pagano le tasse come gli altri e per questo attendono risposte e fatti concreti». —

LUCA BASILE

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