Sicurezza
Il giovane pasticciere che fa venire l’acquolina in bocca alla Versilia
Iacopo Lorenzoni, a 22 anni non ancora compiuti, ha inaugurato il bar “Il Giglio” «È un locale diverso da tutti gli altri perché cambia volto nel corso della giornata»
marina di pietrasanta
Ci vuole coraggio per immergersi nel mondo del lavoro, ancora di più se non si ha ancora compiuto 22 anni. «Non solo, servono anche tanto sacrificio e una determinazione incrollabile». Parola di Iacopo Lorenzoni, il ventunenne pasticcere originario di Mulina di Stazzema che il 19 agosto ha inaugurato il bar “Il Giglio”, di fianco al pontile di Tonfano sul lungomare di Marina. Quasi un mese di attività, ma già un successo tangibile nella grande affluenza di clienti che hanno apprezzato la sua originale idea di locale e non mancano mai di affollare il vasto parterre di tavoli che passano dalla zona bar a quella dedicata alla gelateria.
«Volevo portare qui in Versilia un’idea diversa di fare pasticceria – racconta Iacopo – ho lavorato per ristoranti e pasticcerie di grande tradizione qui in Versilia, ma la sensazione che ho avuto un po’ ovunque è che l’idea di fondo sia rimasta ferma a 30 anni fa. Basta andare in grandi città come Firenze, Milano o Roma e il concetto stesso di pasticceria si evolve in maniera sensibile: quello che voglio fare io con il mio locale è dare al mio territorio questo nuovo punto di vista, una pasticceria “moderna” proiettata verso il futuro e non solo all’idea classica che si può avere. Sotto questo punto di vista “Il Giglio” è un locale diverso da tutti gli altri perché riesce a cambiare volto nell’arco di una sola giornata: da pasticceria con annesso reparto gelateria si trasforma verso sera in un luogo perfetto per un aperitivo abbinato a prodotti di pasticceria salata che ha riscosso molto successo tra i nostri clienti».
A parlare in Iacopo non è soltanto l’energia e la spregiudicatezza dovuti alla giovane età, ma la consapevolezza che il ragazzo-imprenditore ha maturato durante un lungo periodo di apprendistato di altissimo livello. «Dopo il diploma all’Istituto alberghiero “Marconi” a Seravezza – spiega – mi sono trasferito a Parma alla scuola internazionale di cucina Alma presieduta da Gualtiero Marchesi. Sono rimasto lì circa un anno prima che l’istituto mi inviasse a Prato per uno stage alla pasticceria Mannori». Si tratta (per i profani) di un altro grande nome della cucina pasticcera italiana, vincitore nel 1998 del Mondiale di Pasticceria. «Sono rimasto per oltre 5 mesi a Prato prima di tornare in Versilia – racconta Iacopo – e qui ho lavorato in ristoranti e pasticcerie, come il Bistrot o “Da Angelo” al Forte, prima di mettermi in proprio». Una decisione non semplice, ma che nonostante la poca esperienza in ambito lavorativo non ha spaventato il giovane pasticcere.
«Non avendo mai avuto un’attività mia non è stato per niente facile buttarmi – aggiunge - mi sono ritrovato in queste settimane a dover gestire tutto senza averlo mai fatto prima. Se nel laboratorio di pasticceria mi trovo nel mio mondo e so bene come destreggiarmi, le difficoltà maggiori le ho avuto nel dover organizzare la parte più dedicata al pubblico, quella del bar e del bancone. Però in questo locale ho dato l’anima, non potrei essere più soddisfatto di così: è quello che ho sempre desiderato fin da bambino, quando accompagnavo i miei genitori (commercianti ambulanti, ndr) ai vari mercati e mi portavo dietro i dolci che avevo cucinato a casa. Quando mi si è presentata l’occasione di potercela fare qui in Versilia e in un luogo come questo di grande impatto per i turisti non ho potuto tirarmi indietro. Nonostante le difficoltà, alcune anche dettate dall’età per cui molti tendono in qualche modo a sottovalutarmi sorprendendosi quando mi presento come il titolare – ammette il 21enne – sono felice di aver scelto di intraprendere quest’avventura». —
GABRIELE BUFFONI
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