Il Tirreno

Versilia

Studenti in rivolta all’Alberghiero «Noi, pronti a non entrare»

Cesare Bonifazi
Studenti in rivolta all’Alberghiero «Noi, pronti a non entrare»

A poche ore dalla prima campanella manca ancora la perizia  dei tecnici sulla vulnerabilità dell’ex Collegio Colombo

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VIAREGGIO

Si preannuncia una calda stagione di proteste quella dell’istituto alberghiero Marconi di Viareggio. La rabbia degli studenti è pronta ad esplodere con il via ufficiale delle lezioni il prossimo lunedì: ancora non è arrivata infatti alcuna rassicurazione sulla condizione delle aule e dei laboratori che da tempo hanno bisogno di opere di ristrutturazione. I ragazzi si dicono pronti a non entrare a scuola se non dovesse arrivare entro il primo suono della campanella il parere dei tecnici incaricati dalla Provincia. E il conto alla rovescia per l’inizio delle lezioni è impietoso: lunedì i ragazzi sarebbero costretti a rientrare dentro alla vecchia struttura del Collegio Colombo sulla quale ancora non si è vista neanche l’ombra di un operaio.

I lavori di consolidamento e di messa in sicurezza delle aule dovevano essere fatti all’inizio dell’anno, poi erano stati rimandati a primavera e infine a giugno e poi a settembre. Ma ancora niente. Tutto fermo. Alla Provincia mancano i soldi. Da Palazzo Ducale si è trovata la soluzione di trasferire sei classi e laboratori in container in uno spazio creato appositamente all’esterno dell’istituto. Il termine ultimo per questa soluzione provvisoria sono piuttosto stretti: al massimo entro fine novembre i ragazzi dovrebbero sedersi sui banchi nei prefabbricati.

«Ma chi ci assicura che la scuola non ci crollerà addosso nel periodo tra il 17 settembre e il 30 novembre?», tuona il rappresentante d’Istituto Federico Puppa.

«Secondo le rassicurazioni che il presidente della Provincia di Lucca Luca Menesini ha inviato al preside in questo mese doveva essere affidato un incarico a una ditta per stilare la perizia di vulnerabilità sismica e statica sul complesso dell’edificio - spiega - Una perizia che ancora non esiste: non solo non è stata consegnata ma non è neanche chiaro se l’incarico sia stato effettivamente affidato. La soluzione che ci hanno prospettato era di entrare a fare lezione nella cosiddetta “parte sicura” della scuola in attesa di avere i prefabbricati ma ancora è da capire quale sia questa parte perché lo studio della ditta specializzata latita. Siamo anche pronti a non entrare al primo giorno di scuola. È una soluzione che non vorremmo adottare ma che potrebbe prospettarsi se non riceveremo le dovute rassicurazioni», conclude.

Ma non c’è solo questo: i ragazzi mettono in dubbio il fatto che vengano rispettate le tempistiche per la realizzazione del nuovo complesso temporaneo.

Un’opera della Provincia finanziata anche dalla fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che nelle prossime settimane delibererà un contributo di circa un milione e mezzo, parte del quale servirà proprio per i container. La cifra si aggiunge al milione già messo a bilancio da Lucca.

«Terremo presente la data del 30 novembre - dice Puppa - termine che si è data la Provincia per la consegna. Ancora deve essere tutto fatto: gli alberi da abbattere, la stessa dell’asfalto, il collocamento dei container. Ci sono poi gli allacci: non si parla di portare semplicemente l’elettricità o il riscaldamento. Alcune di queste strutture dovranno ospitare i laboratori che da noi significano cucine. Si parla dunque di gas, forni, attrezzature che devono rispondere a determinate caratteristiche stabilite dalla legge. Noi non cederemo neanche di un passo e se il primo giorno di dicembre vivremo ancora nella situazione di totale precarietà andremo a fare lezione nelle stanze del palazzo della Provincia. E con noi verranno pure i ragazzi di tutta la Versilia che su questo ci seguono».

Il preside Lorenzo Isoppo si dichiara, come ha sempre fatto in questa protesta, al fianco dei propri studenti: «La battaglia che stiamo portando avanti da oltre un anno è congiunta - spiega - tutta la scuola, compresi insegnanti e personale, sono uniti perché venga risolta al più presto questa criticità che mette in pericolo tutti. Abbiamo avuto tempi definiti dalla Provincia e vigileremo perché vengano rispettati. Altrimenti è legittimo che si alzino delle voci di dissenso e noi su questo appoggiamo i ragazzi». —



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