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Pescava in apnea dentro il porto: multa di mille euro

Pescava in apnea dentro il porto: multa di mille euro

Comportamento pericoloso per sé e per gli altri, l’uomo è stato incastrato dal telefono lasciato sulla bici

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VIAREGGIO. La segnalazione arriva alla sala operativa della Capitaneria di porto da alcuni diportisti in transito: un uomo sta pescando in apnea proprio all’imboccatura del porto, nel tratto di mare compreso tra lo stabilimento balneare Flora ed il fanale rosso di ingresso, mettendo in pericolo l’incolumità propria e dei naviganti.

La guardia costiera, ricevuto l’allarme, si mette in mare sia con la motovedetta che con personale via terra, notando un uomo risalire rapidamente gli scogli e - ancora bagnato - allontanarsi a passo svelto in direzione di una bicicletta parcheggiata lungo il Molo. Sulla due ruote un grosso zaino ed altre attrezzature. Insospettiti, i militari hanno chiesto all’uomo se la bicicletta fosse sua, ricevendo tuttavia risposta negativa, tanto che l’uomo si è allontanato a piedi. All’interno dello zaino i militari hanno poi rinvenuto, oltre ad alcuni oggetti personali tra cui un telefono cellulare, varie attrezzature da pesca ed una modica quantità di pescato.

Dalle verifiche effettuate nelle ore successive tramite il gestore telefonico - nel frattempo la scheda telefonica era stata disattivata dal proprietario - i militari del Servizio operativo della guardia costiera di Viareggio sono riusciti a risalire all’identità dell’uomo, un viareggino di 46 anni, già noto alle forze di polizia, poi riconosciuto dai militari come la persona che si era allontanata a piedi dal Molo.

Nei suoi confronti è stato elevato un verbale amministrativo da 1.000 euro per pesca sportiva in zona vietata, con il sequestro degli attrezzi da pesca (tra cui una maschera, una fiocina, un paio di pinne ed un retino, peraltro in pessime condizioni di conservazione). Sono stati invece restituiti gli effetti personali e la bicicletta.

La Capitaneria ricorda il divieto di pesca e balneazione entro 100 metri dalle imboccature dei porti, «dal momento che tali attività possono essere estremamente pericolose per la sicurezza della navigazione, anche in considerazione dell’intenso traffico diportistico di questi ultimi giorni d’estate».

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