Il Tirreno

Versilia

COMUNE 

Diventa più facile demolire e ricostruire gli edifici storici

Luca Basile

Approvata dalla giunta una variante che consente diversi interventi edilizi. Conti (Pd): procedura discriminante

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PIETRASANTA

Edifici storici: sarà più facile, in futuro, demolirli per poi ricostruirli ex novo. A certificarlo è una variante urbanistica, relativa appunto alla declassificazione degli edifici storici, approvata dalla giunta e che nei fatti apre a diverse possibilità di intervento edilizio.

«Il Comune si è però ben guardato dal pubblicizzare tutto questo, cosa che fra l’altro ci lascia perplessi, anche perché la legge stessa richiede una partecipazione attiva - commenta Nicola Conti, del Partito Democratico - avendo avuto modo di visionare i documenti, ci siamo resi conto che nella tavola dell’avvio di procedimento sono interessati solo una piccolissima parte delle varie manifestazioni di interesse che, a suo tempo, avevano presentato i cittadini. Le richieste presentate sono infatti oltre cinquecento, di cui più di duecento specificatamente attinenti alla variante in oggetto. Inoltre siamo certi che ci siano altri cittadini interessati, che magari non hanno avuto l’opportunità di rivolgersi ad un tecnico per formalizzare la richiesta al Comune. Infatti il metodo di costringere di fatto il cittadino a rivolgersi ad un tecnico per presentare - continua Conti - una propria richiesta a nostro avviso è discriminante per una parte consistente e rilevante della popolazione. Il fatto, poi, che solo quaranta abitazioni a fronte di oltre duecento richieste siano inserite nella variante ci pone degli interrogativi sui criteri adottati».

Come detto la variante consentirà «a un fabbricato storico, che oggi e’ possibile solo ristrutturare, di essere demolito e ricostruito. Operazione - sottolinea il consigliere Pd - che richiede molta attenzione e molta coerenza fra fabbricati simili. Non sarebbe corretto declassificare un fabbricato con le stesse caratteristiche di quello limitrofo che invece non viene declassificato. Inoltre questa operazione deve tenere conto della struttura storica testimoniale del nostro paesaggio impedendo fenomeni di stravolgimento del patrimonio edilizio esistente, che costituisce la storia stessa del nostro territorio e la stratificazione anche sociale del nostro costruito. Chiediamo dunque di aprire una fase in cui il consiglio comunale e soprattutto la cittadinanza, possa essere interessata attivamente alla formazione di questa variante, attraverso incontri con i tecnici e i cittadini. Questa situazione sia proficua anche per porre le basi per rendere maggiormente attuabili i comparti, che tanto hanno fatto discutere: siamo pronti a proporre delle soluzioni - evidenzia Conti - che possano garantire l’interesse pubblico e gli obiettivi di piano e incentivare la loro attuazione anche per singole parti. Non sarebbe un bell’esempio di equità consentirlo soltanto ad alcuni e non agli altri». —



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