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Confesercenti: giusto verificare ma il sistema deve essere cambiato
viareggio«I controlli sono giusti e doverosi. Ma bisogna anche porsi il problema del perché siamo di fronte a questi numeri. E noi pensiamo che sia colpa anche di un sistema sbagliato». Nessuna...
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«I controlli sono giusti e doverosi. Ma bisogna anche porsi il problema del perché siamo di fronte a questi numeri. E noi pensiamo che sia colpa anche di un sistema sbagliato».
Nessuna sorpresa dalle parole di Valentina Cesaretti, responsabile di Confesercenti Lucca Versilia: «Io sono sempre stata per la legalità ed è così che deve essere – afferma – Anzi, sono contenta che ci siano le verifiche. Vuol dire che c’è una funzione ispettiva che dà garanzia a tutti».
Ma se c’è un numero elevato di lavoratori in nero, almeno rispetto al numero di controlli (ne salta fuori uno ogni due verifiche) «non ci si può limitare a dare la colpa agli imprenditori – dice Cesaretti – Il costo del lavoro è troppo elevato. E probabilmente non ci sono tutti gli strumenti che sarebbero necessari per inquadrare i propri dipendenti».
Qui si torna alla questione che è anche dei voucher, aboliti e poi reintrodotti. «I voucher sono un aspetto, di sicuro non è l’unico – replica la responsabile di Confesercenti – Il fatto è che bisogna rendere il più conveniente possibile l’assunzione di una persona. Oggi un dipendente che prende 1.400-1.500 euro al mese ne costa 3.000 al datore di lavoro: non credo sia il modo migliore per invogliare ad assumere. Fermo restando che nessuno è contento di lavorare al nero, questo vale anche per chi assume. Almeno per la maggioranza degli imprenditori. Aspettiamo un vero cambiamento da questo punto di vista: nulla a che vedere con il reddito di cittadinanza che, in quanto strumento solo assistenziale, non può far ripartire l’economia». –
M. T.
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