Il Tirreno

Versilia

Il cittadino censore che fa multare i bar e i ristoranti

Melania Carnevali

Ha presentato una raffica di esposti alla polizia municipale di Seravezza: commercianti costretti a pagare 168 euro a colpo

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SERAVEZZA. Chissà se gira per le strade armato di squadra e righello o se si affida all’occhio e croce. Questo vaso è posizionato troppo a destra, quello troppo a sinistra, questo ristoratore sicuramente sta occupando uno spazio che non è suo. Si appunta tutto sul taccuino le (presunte) irregolarità e poi le denuncia alla polizia municipale attraverso esposti super dettagliati che hanno già fatto scattare due multe da 168 euro ciascuna a imprenditori del territorio per occupazione di suolo pubblico. Un cittadino censore che sta seminando il panico tra i bar e i ristoranti.

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Succede a Seravezza, 13mila abitanti appena, che a quanto pare, non riescono ad andare molto d’accordo. Già lo scorso anno, il comune era balzato alle cronache per alcuni esposti anonimi contro un gruppo di dipendenti pubblici accusati di fare festini negli uffici durante l’orario di lavoro. Esposti che portarono anche ad indagini approfondite dei carabinieri (con tanto di telecamere piazzate negli uffici comunali) e a un fascicolo aperto in procura. Poi tutto finì in una bolla di sapone: le accuse, si scoprì dopo, erano infondate.

Adesso sono i bar e ristoranti ad aver un nemico pubblico. Un cittadino che ci tiene, insomma, alla precisione. Ha presentato al comando di polizia municipale di Seravezza una valanga di esposti contro le attività del centro. «Sì, è vero - conferma al Tirreno Mauro Goduto, comandante della polizia municipale di Seravezza -. Abbiamo ricevuto molte segnalazioni per occupazione di solo pubblico». Gli agenti hanno già effettuato due controlli e in entrambi i casi hanno riscontrato, effettivamente, irregolarità. Piccole irregolarità, come una fioriera fuori posto, su cui però i vigili non possono transigere.

Lo vuole l’articolo 20 del codice della strada che recita così: «Nei centri abitati l’occupazione di marciapiedi da parte di chioschi, edicole od altre installazioni può essere consentita fino ad un massimo della metà della loro larghezza, purché in adiacenza ai fabbricati e sempre che rimanga libera una zona per la circolazione dei pedoni larga non meno di 2 metri. Le occupazioni non possono comunque ricadere all’interno dei triangoli di visibilità delle intersezioni. Nelle zone di rilevanza storico-ambientale, ovvero quando sussistano particolari caratteristiche geometriche della strada, è ammessa l’occupazione dei marciapiedi a condizione che sia garantita una zona adeguata per la circolazione dei pedoni e delle persone con limitata o impedita capacità motoria».

Inoltre: «chiunque occupa abusivamente il suolo stradale, ovvero, avendo ottenuto la concessione, non ottempera alle relative prescrizioni, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 168 a euro 674». Per i due ristoratori è scattata la multa minima, che comunque non è poco per una fioriera fuori posto.
 

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