Il Tirreno

Versilia

dopo il caso twiga 

La Capitaneria di porto a caccia di strutture abusive in spiaggia

Matteo Tuccini
La Capitaneria di porto a caccia di strutture abusive in spiaggia

I militari: «Si tratta di controlli che facciamo ogni estate sull’intero litorale versiliese» Ma è chiaro che dopo la pagoda l’attenzione generale è alta

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VIAREGGIO. Non solo pagoda. Il caso dell’estate, con i sigilli alla costruzione nella spiaggia del Twiga di Marina di Pietrasanta, potrebbe essere solo l’antipasto. I militari della Capitaneria di porto stanno passando al setaccio gli stabilimenti balneari da Viareggio a Forte dei Marmi a caccia di eventuali strutture ritenute abusive. «Si tratta di controlli che facciamo ogni estate – affermano dalla Capitaneria – un’attività di routine, come le verifiche sulla sicurezza in mare e quella nei bagni». Ma la presenza degli uomini in divisa è stata notata e l’attenzione generale resta alta.

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A cosa è rivolta, in particolare, l’attività dei militari? A tutte quelle strutture che vengono allestite in spiaggia e che, occupando una porzione del suolo pubblico – per quanto affidato in concessione ai privati – deve essere autorizzato. Nella categoria rientrano le classiche dotazioni degli stabilimenti: cabine, gazebo, ombrelloni, tendoni. Ma anche lo spazio riservato alle attività sportive. Come le scuole di vela o le scuole di surf, i campi per il calcio, beach tennis e persino le reti da pallavolo. I controlli sono minuziosi e verificano non solo l’eventuale mancanza di autorizzazione, ma anche il rispetto della stessa. Ad esempio, se si è sforato rispetto ai limiti consentiti.

«La Capitaneria – si spiega – nella sua attività di vigilanza in mare e sul demanio marittimo, che viene intensificata nel periodo estivo, controlla anche che le varie attività che si svolgono e le strutture presenti siano debitamente autorizzate. Per garantire sempre la corretta fruizione del mare e delle spiagge a favore della collettività».

Al momento, secondo quanto filtra dalla Capitaneria, non risultano operazioni simili a quella avvenuta al Twiga venerdì mattina. Nel senso che non ci sono stati ulteriori sequestri. I controlli, invece, sì.

La vicenda del Twiga, su cui peraltro sono in corso accertamenti, sta facendo discutere da settimane. Al momento si parla di “Innovazione non autorizzata su area demaniale”. Il Twiga, tramite Daniela Santanché – socia di minoranza di Flavio Briatore – ha annunciato battaglia. «Pagode come la nostra – ha detto al Tg3 – sono numerose su tutto il litorale». Anche il sindaco Alberto Giovannetti ha difeso lo stabilimento balneare, sostenendo che i sigilli sono stati una sorta di spettacolarizzazione della vicenda. Fatto sta che la Capitaneria di porto si è mossa dopo che si è attivata la Procura di Lucca. A indagine chiusa si vedrà se le contestazioni saranno confermate. –


 

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