Lutto
Per ICare stato di agitazione e straordinari bloccati
L’assemblea dei lavoratori contesta la scelta del Comune di esternalizzare il servizio di riscossione tributi e chiede garanzie occupazionali
VIAREGGIO
Stato di agitazione e blocco degli straordinari per i lavoratori della società “ICare”, presieduta da Moreno Pagnini, la ex Asp che ha ereditato dal fallimento della Viareggio Patrimonio la riscossione dei tributi. L’assemblea dei lavoratori - così si legge nelle nota di Filcams-Cgil (Sabina Bigazzi e Daniela Ricchetti) ed Uiltcus Toscana Nord (Giovanni Sgrò) - ritiene «che la soluzione prospettata dal Comune non assicuri l’assoluta continuità e tenuta occupazionale e retributiva attuali».
Il futuro dei dipendenti del servizio tributi di ICare - come anticipato dal Tirreno a fine luglio scorso - torna, dunque, incerto. In occasione del consiglio comunale di quei giorni così si espresse il vice sindaco Valter Alberici (per il quale oggi circolano con insistenza voci di una candidatura a sindaco di Viareggio) ebbe ad esprimersi così: «Stiamo riflettendo. Se facessimo un concorso pubblico aperto a tutti sarebbe complicato salvare questi posti di lavoro, che sono tra i 18 e i 22. Abbiamo due strade: il concorso od un affidamento del servizio che possa avere come presupposto fondamentale del bando il mantenimento dei posti di lavoro». Oggi la soluzione sul tavolo è quella di un bando per la ricerca di un privato cui passare la riscossione, ma senza poter assicurare che tutti i dipendenti ex Patrimonio possano essere assunti.
Sulla vicenda torna ad intervenire il capogruppo del Movimento cittadini, Massimiliano Baldini: «Alberici dovrebbe dimostrare più onestà intellettuale e riconoscere le ragioni delle forze di opposizione e degli stessi revisori dei conti che criticarono aspramente la nascita di ICare, oggi dimostratasi fonte di mille problemi, a cominciare dai contenziosi». Sulla nascita di ICare - ricorda Baldini - «pende istanza all’Anac, prossima ad una pronuncia». Ed i revisori Daniele Limberti, Claudio Pucci e Salvatore Suriano, «il 19 marzo 2016, nell'esprimere parere contrario alla trasformazione di Asp, evidenziarono che era in procinto quel decreto Madia che oggi impone il passo indietro annunciato». —
DONATELLA FRANCESCONI
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