Il Pd: meglio che il festival sia gestito dal Comune
PIETRASANTA«La Versiliana? O si cambia passo e la Fondazione torna a programmare iniziative di livello oppure il Comune riprenda la gestione diretta del Festival». Il Pd prende posizione al tramonto...
PIETRASANTA
«La Versiliana? O si cambia passo e la Fondazione torna a programmare iniziative di livello oppure il Comune riprenda la gestione diretta del Festival».
Il Pd prende posizione al tramonto della stagione di appuntamenti nel parco e va all'attacco della direzione artistica della kermesse. «Altri 100mila euro sono stati assegnati dal Comune alla Fondazione e anche se sono fondi che provengono dalla Regione si tratta comunque di soldi pubblici che vanno a ripianare le mancate entrate derivanti da una programmazione culturale e di eventi praticamente nulla. Spettacoli annullati, platee vuote o riempite solo da omaggi, proposta di prosa praticamente inesistente, nessuna prima nazionale, nessuno spettacolo di avanguardia, nessun elemento capace di portare attenzione mediatica e di promozione sul nostro Comune. Il Caffè ha così fatto spazio a personaggi noti al più nel proprio quartiere. Nulla da togliere a queste persone, che se non altro hanno riempito uno spazio vuoto sia in termini di programmazione che di presenze, anche le riprese tv con camera fissa sugli ospiti non riescono mascherare l’assenza quasi totale di pubblico. Al tempo stesso, però, gli stipendi vengono regolarmente erogati, così come le elargizioni del Comune, senza però affiancare a questo un lavoro teso a cambiare il volto e l’impostazione di una macchina che purtroppo sembra essere arrivata al capolinea - si legge in una nota - non è giusto che ogni anno i contribuenti ripianino i debiti fatti da amministratori che non sono in grado di gestire la manifestazione. Come detto: o si cambia passo e la Fondazione torna a programmare iniziative di livello e ad auto-sostenersi, oppure il Comune riprenda la gestione diretta del Festival: le spese sarebbero ridotte e forse i risultati sarebbero migliori. La paura è che si continui con questo lento e inesorabile commiato che non serve alla città ma continua a servire al direttore artistico che ogni anno si intasca circa 50 mila euro; poi per dirigere cosa e soprattutto dove?». —
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