Gioco
Bomba ecologica, troppo pochi i soldi per poterla disinnescare
I 620mila euro inseriti nel bilancio dal Comune non saranno sufficienti per avviare la bonifica: saranno necessari due milioni di fondi regionali
camaiore
Circa 620mila euro (per l’esattezza: 619. 748 euro) per la bonifica e il risanamento della ex discarica del Bernardone previsti per il prossimo anno. È questa la cifra che (ri)compare nel programma triennale di interventi 2018-2020 approvato dal Comune di Camaiore. Un nome, quello del Bernardone, che fa tornare alla mente una vicenda tanto annosa quanto discussa: quella della messa in sicurezza del sito che – ormai dalla fine degli anni’90, tra varie chiusure e riaperture – giace inutilizzato e in uno stato di pericoloso abbandono per l’ambiente.
La zona fu usata per lo scarico dei rifiuti di tutto il territorio camaiorese dal 1976 al 1992 e sorge su un terreno per metà di proprietà comunale e per metà, invece, in mano ad un privato (al quale, tutt’oggi, l’amministrazione continua a versare un indennizzo di circa 14mila euro annui). Nel’92 la discarica venne poi chiusa fino a quando, nel 1997, il Comune (dato che i siti pisani di Chianni e Peccioli chiusero i cancelli a Camaiore) fu costretto a riaprirlo impermeabilizzando il terreno. Due anni ancora, e il sito alla soglia del nuovo secolo fu definitivamente chiuso cadendo in disuso.
Fin dai primi anni Duemila gli amministratori pensarono ad un’opera di bonifica dell’area e la giunta di allora (guidata da Cristiano Ceragioli al suo secondo mandato) stilò il piano di caratterizzazione del sito stanziando un miliardo e 200milioni delle vecchie lire a bilancio. Piano che, tuttavia, non fu mai realizzato e che slittò negli anni successivi anche se fino al 2003 (con la giunta guidata da Giampaolo Bertola) i fondi continuarono ad essere messi a bilancio: sempre la cifra di 620mila euro che oggi viene riproposta dalla giunta guidata da Alessandro Del Dotto. Dopodiché la voce nel piano di interventi sparì lasciando in molti il fondato timore che l’ex discarica fosse una bomba ecologica ancora da disinnescare.
«Le risorse per questo tipo di interventi devono essere stanziate dalla Regione – spiegano dal Comune – purtroppo i problemi non sono pochi: uno su tutti la proprietà condivisa dell’area, che obbligherebbe il Comune ad un esproprio preventivo alla bonifica stessa, con nuovi costi. In più – spiegano dagli uffici di piazza San Bernardino – il vecchio piano del 2001 oggi è ormai inutilizzabile: bisognerebbe quantomeno aggiornarlo, per non dire ripartire da zero, e data la complessità dell’intervento anche questo porterà costi maggiori». Dall’amministrazione nessuno si sbilancia con una stima complessiva, ma si parla di previsioni intorno ai 2 milioni di euro. «Intanto abbiamo mosso il primo passo – assicurano dal Comune – la questione non è finita nel dimenticatoio, continueremo a chiedere fondi alla Regione perché le casse comunali oggi non possono sostenere l’intervento». —
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