Il Tirreno

Versilia

L’INCHIESTA sullA PROTEZIONE CIVILE 

Appalti truccati, azienda di Camaiore tra le vittime del sistema livornese

Donatella Francesconi

La ricostruzione: «Fummo sconsigliati a partecipare, capimmo subito che pensavano ad un’impresa delle loro»

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Il termine ufficiale, nelle carte della Procura di Livorno, è «gara su misura per il vincitore». Quel tipo di gara che nel linguaggio più comune è “telefonata”, destinata al soggetto sul quale l’intera gara è costruita. Così avrebbe operato - secondo i riscontri dell’indagine degli inquirenti labronici della Squadra mobile - l'ex responsabile dell'ufficio Protezione civile del Comune, Riccardo Stefanini, finito ieri agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il sospetto è che la gara d'appalto per dotare il Comune di Livorno di mezzi di emergenza, «fosse stata predisposta su misura della ditta Tecnospurghi di Emanuele Fiaschi (anche per lui sono stati disposti i domiciliari, ndr) , allo scopo di impedire la partecipazione di imprese concorrenti o comunque di ridurre fortemente il numero di imprese che potevano avere i requisiti per parteciparvi», scrive il gip di Livorno Antonio Del Forno.

«Avevo capito che avevano interesse a far lavorare qualcuno della zona loro», racconta al “Tirreno” Marco Manfredini, titolare ufficio gare della “Ceragioli costruzioni”, con sede a Camaiore. «Il bando per eseguire alcune manutenzioni, per una somma intorno ai 39.000 euro, era a punteggio», ricorda Manfredini, persona molto preparata nel proprio lavoro e con esperienza nel settore delle gare pubbliche. «I punti sarebbero stati assegnati anche in base ai mezzi a disposizione», continua il dirigente della “Ceragioli”: «Ma veniva richiesta una quantità sproporzionata di mezzi, compresi due spazzaneve. Tanti e tali mezzi che forse che li hanno solo una ditta o due...Non c’era alcun rapporto tra l’importo della gara, relativamente basso, ed il valore dei mezzi richiesti».

L’azienda con sede sulla via Provinciale decide di provare ugualmente a presentarsi: «Ho fatto “taglia ed incolla” e nella proposta ho messo esattamente tutti i mezzi richiesti. In caso di assegnazione dell’appalto avrei noleggiato quello che non avevo nella disponibilità». È a questo punto che arriva la telefonata da Livorno: «Mi è stato chiesto - ricostruisce Manfredini - “ma davvero siete sicuri che avete proprio tutti questi mezzi?”. Ho risposto la verità: non li avevo tutti, ma se avessi ottenuto il lavoro li avrei ordinati. Ma mi è stato spiegato che Livorno aveva la necessità di garantire il servizio immediato».

L'ipotesi investigativa è supportata dalle intercettazioni con cui Stefanini, appreso della manifestazione d'interesse della “Ceragioli costruzioni”, si muove per verificare se abbia i requisiti inseriti nel bando. «A noi interessa avere la piena disponibilità 365 giorni per H24, Natale Capodanno delle idrovore.. pompe idrovore va bene? Quella.. e poi nel periodo invernale la piena disponibilità di due spargisale», dice Stefanini intercettato al telefono con l’impresa versiliese. Come si conclude il colloquio lo ricostruisce Manfredini: «Alla fine mi sono sentito dire che sarebbe stato meglio se avessimo rinunciato».

Oggi, tra le carte di indagine, c’è anche l’email che Stefanini chiese a Manfredini: «Si qualificò e mi diede la sua email personale», ricorda il dirigente dell’azienda camaiorese. Io obiettai che per la manifestazione di interesse era richiesto l’invio per Pec e che avrei risposto allo stesso modo». Alla fine è una email, quella finita nelle mani della polizia giudiziaria: «Specificai che “come da accordi telefonici” rinunciavamo alla gara, visto che ci era stato chiesto».

Manfredini non si ferma all’indagine labronica: «È solo la punta dell’iceberg. In Veneto, per esempio, le gare impongono un raggio d’azione definito, chiedono che si sia già lavorato per lo stesso Ente; aziende pubbliche toscane moltiplicano le richieste delle certificazioni, pretendono si sia già lavorato per loro, e che addirittura si dimostri di aver già eseguito quell’intervento specifico. In Garfagnana i Comuni fanno solo “manifestazioni a tempo”: a quel giorno e a quell’ora puoi partecipare. E finisce che lo fa solo chi è informato. A Viareggio, invece, c’è il monopolio per certi lavori. Tutte le volte che pago il bollettino per Anac mi girano...». —





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