Toscana
In pensione un altro medico L’Asl: «Li sostituiremo tutti»
Con il dottor Zoppi, storico anestesista viareggino, sono dodici in pochi mesi La direttrice generale De Lauretis si impegna a garantire il turnover al Versilia
viareggio
C’è un ricambio generazionale per certi versi storico all’ospedale Versilia. Giusto così: chi è arrivato alla fine della carriera, quantomeno all’interno dell’Asl, lascia il posto ai più giovani. Ma l’esperienza, fondamentale in ogni lavoro, lo è ancor di più nella medicina. Dove i risultati buoni sono spesso figli di un maggior numero di pazienti visti. Ecco perché la raffica di pensionamenti al Versilia, oltre alla gratitudine per i medici che se ne vanno, provoca qualche legittima preoccupazione.
In autunno ci saranno almeno cinque pensionamenti pesanti. Oltre ai dottori Franco Domenici (chirurgia generale), Massimo Magnacca (cardiologia), Brunello Grotti (ostetricia e ginecologia) e Riccardo Bechi Genzano (endocrinologia), saluterà ad ottobre anche Candido Zoppi, per tutti “Dido”, anestesista classe 1955. Il dottor Zoppi proviene dalla famiglia viareggina degli arrotini-coltellai di cui rimane ancora oggi l’insegna sul negozio al Piazzone. Grandissima preparazione professionale, dopo una breve esperienza a Lugano ed Arezzo, ha lavorato per molti anni all’ospedale di Pescia (Pistoia), tornando a Viareggio nel 1997. Un medico riservato, ma di un’umanità eccezionale e per i suoi colleghi un punto di riferimento unico.
Sono almeno dodici gli addii pesanti avvenuti nel 2018 in ospedale. Detto dei cinque che se ne andranno tra settembre, ottobre e novembre, hanno già lasciato il “Versilia” professionisti come l’ex primario di ostetricia e ginecologia Giovanni Paolo Cima, l’ex primario di psicologia sanità territoriale Enrico Salvi, la psicologa Patrizia Crisci, l’urologo Antonio Ianni, l’anestesista Andrea Nocchi, la farmacista Gianna Masoni e la veterinaria Marzia Marrai. Poi c’è chi ha salutato per andare a lavorare nel privato, come l’ortopedico Giancarlo Lensi. Oppure chi è stato promosso primario altrove, come l’ortopedico Michele Palomba.
Una sequenza simile di congedi non può che preoccupare chi resta: i colleghi, ma anche i pazienti. Nei mesi scorsi dai sindacati filtravano timori sul cosiddetto turnover. Si temeva, cioè, che l’Asl potesse avere difficoltà a garantire un ingresso in entrata per ogni uscita di personale. Invece la direttrice generale Maria Teresa De Lauretis si impegna a garantire il turnover. «Sostituiremo tutti i medici andati in pensione», dice. Tra l’altro il ministro della Salute Giulia Grillo ha affermato di voler chiedere alle Regioni l’elenco delle carenze di medici. «E noi diremo le nostre», assicurano dall’Asl. Una curiosità: anche De Lauretis lascerà a novembre, per la precisione il 1º, per andare in pensione. Il ricambio, come detto, è radicale. —
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