La protesta
In arrivo 3.500 avvisi per la riscossione della Tari del 2018
A settembre scatteranno anche i provvedimenti coattivi per le annualità Imu dal 2012 al 2017 ancora non pagate
massarosa
Migliaia di avvisi in arrivo per i cittadini del comune di Massarosa che - alla scadenza fissata per il 31 luglio scorso - non hanno ancora sanato il pagamento della Tari.
Per la precisione gli insolventi sono ben 3500 - pari al 22% della totalità dei tassati sul territorio comunale - per un importo totale dovuto alle casse massarosesi di circa un milione e mezzo di euro: a tutti costoro, nel corso del mese di settembre, verrà notificato un sollecito bonario da parte del Comune. Si tratta di un primo (e tempestivo, data la recente scadenza per il pagamento della tassa) passo che l’amministrazione compie nel processo di riscossione dei tributi:tra minimo sei mesi, se ancora risulteranno insoluti i pagamenti, il Comune potrà procedere con un secondo sollecito mentre solo tra un anno (ad ulteriori 6 mesi almeno, per obblighi di legge, dal secondo invito a sanare l’importo) la pratica potrà passare dagli uffici comunali all’agenzia di riscossione di riferimento, la società Ica srl di La Spezia.
Se chi ancora non ha pagato la Tari dunque vedrà arrivare il primo avviso (senza multe) per sollecitare la riscossione, diversa è la situazione per chi è indietro - e non sono pochi a Massarosa - con il pagamento dell’Imu, l’imposta sui renditi fondiari e sugli immobili. Secondo quanto riportano gli uffici del Comune infatti, solo nello scorso anno sono stati notificati ben 1987 avvisi di accertamento relativi ai pagamenti ancora insoluti delle annualità Imu degli ultimi 5 anni fiscali, ovvero dal 2012 al 2017 compreso. Per un importo totale che si aggira intorno ai 948mila euro. Di questi sarebbero stati già incassati circa 220mila euro mentre altri cittadini - per un totale di circa 47mila euro di tributi - avrebbero scelto la via della rateizzazione per sanare i pagamenti.
Proprio per quel che riguarda il rimanente importo da riscuotere (che dunque si aggira intorno ai 681mila euro), il Comune di Massarosa - avendo già più volte sollecitato negli anni - ha deciso di passare alla procedura coattiva: entro il 30 settembre infatti scatteranno le ingiunzioni di pagamento che apriranno la strada all’intervento della società Ica che provvederà a riparare all’insolvenza delle annualità Imu non ancora saldate tramite pignoramento o altre procedure a seconda dei singoli casi.
Non sono mancati, nel corso di questo lungo processo di accertamenti, anche alcuni ricorsi: ben pochi in realtà, dato che sono stati soltanto tre i cittadini che hanno spinto il Comune prima alla mediazione e poi davanti alla commissione. Due di questi ricorsi sono stati vinti dagli uffici amministrativi mentre il terzo - che già ha visto fallire la fase di mediazione - è ancora in atto. Nel caso in cui il cittadino perda il ricorso, avrà poi 60 giorni di tempo per saldare il tributo prima che scatti anche per lui la procedura coattiva. —
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