Toscana
Anche i diportisti dovranno differenziare i rifiuti in barca
il progettoIniziativa dedicata ai rifiuti, ieri mattina, nell’ambito della Coppa Primavela che affolla di presenze, in questi giorni, la città ed il porto. E proprio l’ambito portuale vedrà - nel...
il progetto
Iniziativa dedicata ai rifiuti, ieri mattina, nell’ambito della Coppa Primavela che affolla di presenze, in questi giorni, la città ed il porto. E proprio l’ambito portuale vedrà - nel giro di poco - importanti novità sul fronte del corretto conferimento dei rifiuti. È infatti all’attenzione della Regione, in attesa del via libera di competenza, il Piano dei rifiuti che la stessa Regione richiede nell’ambito della redazione del nuovo Piano regolatore portuale. D’intesa tra Capitaneria ed Autorità portuale è stato messo a punto il documento che, dopo il via libera della Regione, dovrà essere approvato dallo stesso comandante della Capitaneria di Viareggio, Giovanni Calvelli. Date le competenze prettamente riservate alla guardia costiera in materia di tutela ambientale delle acque.
Il Piano, spiega Calvelli, «regola lo smaltimento dei rifiuti prodotti a bordo delle navi ed i residui del carico». Tutto ciò, insomma, che a bordo è residuo, dal rifiuto solido urbano vero e proprio, alle acque di sentine e quelle nere. Tutto dovrà essere rigorosamente differenziato, come in parte accade già oggi - sottolinea Calvelli - per esempio con le imbarcazioni «che fanno pratica commerciale» come sono gli yacht impiegati come charter. «I quali - continua il comandante - hanno l’obbligo di comunicare alla Capitaneria la propria capacità di stoccaggio a bordo. A quel punto i nostri uffici valutano, per esempio, quante acque nere possono produrre nella permanenza a Viareggio e valutiamo se possono affrontare il viaggio per scarico, poi, a destinazione o nel porto dove hanno un gestore con il quale si siano convenzionati per questo servizio».
Anche il diportista dovrà differenziare i rifiuti prodotti a bordo: «Sarà obbligo del concessionario dell’approdo ricevere il rifiuto il questo modo», conclude Calvelli, «e la spesa per il diportista farà parte della tariffa dell’ormeggio. Lo scopo finale deve essere quello per cui sia più conveniente il conferimento che l’abbandono. In nome della tutela dell’ambiente». —
D.F.
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