Toscana
Sorprende il vicino mentre gli ruba in casa a Viareggio
Protagonista lo chef della Locanda Le Monache di Camaiore: ha affrontato il ladro e il complice facendoli arrestare
VIAREGGIO. Si è allontanato dal suo appartamento in via Battisti, a Viareggio, soltanto 20 minuti. «Il tempo di andare a bermi un caffè al Margherita» testimonia Claudio Butrichi, noto chef della Locanda Le Monache di Camaiore. Eppure tanto è bastato ai malviventi per entrare in azione nel suo appartamento e tentare di fare man bassa di ciò che trovavano, venendo colti sul fatto al ritorno del proprietario. Per la precisione, ad essere “beccato” con le mani nei cassetti e tra le mensole della camera del figlio di Butrichi – dopo aver già messo a soqquadro il resto dell’abitazione – è stato il suo vicino di casa, Ivan Cacace (originario di Napoli ma residente a Viareggio) insieme al suo conoscente, anch’egli italiano e residente a Torre del Lago, Massimiliano Marchini. Il tutto nel pieno pomeriggio di domenica (poco dopo le 16) e nel centro della città.
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«Cacace lo conosco molto bene – racconta Butrichi, interpellato da Il Tirreno – abita nell’appartamento sopra il mio, nello stesso palazzo dove al piano terra sorge la libreria Giunti. Sono due anni ormai che tra noi c’è una certa insofferenza: costantemente infatti suona al mio citofono, anche più volte al giorno, chiedendomi di aprirgli il portone d’ingresso. Anche domenica, mentre era insieme all’altro uomo che non avevo mai visto prima, ha citofonato almeno quattro o cinque volte. Al che, alterato, mi sono fatto sentire dalla finestra».
L’alterco è sfociato ben presto in un invito dei due uomini a raggiungerli in strada per un regolamento di conti. «Non mi sono tirato indietro – racconta Butrichi, fisico asciutto e ben allenato – sono sceso e quando mi hanno visto hanno cominciato subito a scusarsi e a ritrattare. Al che, lasciando cadere la cosa, li ho fatti entrare salendo in auto e andando a prendermi un caffè in Passeggiata».
Proprio allora però, vista l’occasione propizia, i due ladri si mettono all’opera. «Il proprietario del bar di fronte a casa mia – spiega il cuoco – mi ha raccontato che prima sono andati da lui a chiedergli una scala, dopodiché al suo diniego probabilmente, ed è il parere anche dei Carabinieri, sono saliti nell’appartamento di Cacace e si sono calati dal terrazzo».
Peccato però – per i malviventi – che il tempo sia stato loro tiranno. Butrichi infatti, tornato indietro ed entrato nel suo appartamento, li ha colti in flagrante mentre rovistavano nei cassetti della camera del figlio. «Già avevano messo sottosopra la mia stanza e quella di mia figlia – racconta – dove hanno rubato una collana d’oro che apparteneva a mia moglie, scomparsa cinque anni fa. Quando li ho visti – ammette il cuoco – non ci ho visto più: li ho affrontati ».
Ne è nata una violenta colluttazione in cui Butrichi ha avuto la meglio, costringendo i ladri alla fuga nel vicino appartamento di Cacace. «A quel punto – racconta l’uomo – sono andato a lavoro passando prima dai carabinieri a fare denuncia». Gli uomini della Compagnia di Viareggio hanno subito arrestato i due malviventi che, in seguito, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida presso il tribunale di Lucca che si è conclusa ieri mattina con una richiesta di termini a difesa e gli arresti domiciliari per entrambi. —
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