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Versilia

IL MANUFATTO DA RIMUOVERE 

La pagoda del Twiga dalla spiaggia al tribunale

La pagoda del Twiga dalla spiaggia al tribunale

Possibili sviluppi giudiziari sulla scia dell’ordinanza di demolizione dell’ufficio  del demanio. Intanto sul caso s’infiamma la polemica politica

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MARINA

La pagoda del Twiga, dopo un’estate trascorsa sotto il cielo della Versilia, potrebbe nei prossimi mesi sbarcare in tribunale: l’ordinanza di demolizione a firma dell’ufficio del demanio comunale lascia in scia una sanzione amministrativa ma anche l’ipotesi di reato penale come l’infrazione dell’articolo 1161 del codice della navigazione. Articolo dove si fa riferimento all’occupazione abusiva di demanio marittimo. E ancora la questione della paesaggistica. Contestazione che, nel caso, vedrà l’ovvia risposta, nelle sedi preposte, della società dello stesso Twiga.

Nel frattempo la querelle politica non accenna ad attenuarsi. «La pagoda viene demolita dalla legge non certo dal Pd» spiega Matteo Marcucci, Pietrasanta prima di tutto che aggiunge: «Il capogruppo del Pd Ettore Neri si prende meriti che non ha: avrebbe dovuto stupirsi per la non applicazione delle leggi. Se si tratta di un abuso la legge prevede che venga demolito. Punto. Se i problemi veri per il Pd e di Neri sono la pagoda ne prendiamo atto, per noi ci sono altre priorità. Per quanto riguarda il sindaco, ha espresso la propria posizione politica circa il manufatto del bagno Twiga, non è mai entrato nella questione amministrativa, non di sua competenza e non ha neppure mai chiesto esiti o iter di provvedimenti edilizi. E ha fatto bene».

Di tutt’altra opinione Rossano Forassiepi, della segreteria Pd. «Le affermazioni del sindaco su questa vicenda sono preoccupanti. Prima fa finta di non sapere nulla sulla infrazione edilizia intrapresa dai suoi uffici già a fine giugno, poi parla della bellezza dell’opera d’arte in questione, addirittura paventando una modifica alle regole attuali per fare in modo che su tutta la spiaggia possano nascere costruzioni come quella incriminata, poi quando la realtà lo aveva sconfessato – la pagoda va rimossa– azzarda a dire che se fosse stato per lui non l’avrebbe fatta demolire. Giovannetti dovrebbe sapere che un funzionario pubblico deve fare rispettare le regole pena incorrere in un reato che si chiama omissione di atti di ufficio». —

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