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Annegato alla Lecciona Il Comune: disponibili a far tornare i bagnini

Matteo Tuccini
Annegato alla Lecciona Il Comune: disponibili a far tornare i bagnini

L’assessore Manzo: non è possibile spendere 70.000 euro per garantire la sorveglianza, nel 2019 troveremo altri modi

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viareggio

Il Comune è disponibile a far tornare i bagnini a guardia alla Lecciona. I due chilometri e mezzo di spiaggia libera più famosi e frequentati di Viareggio, ma che oggi non sono sorvegliati. E dopo l’ultima tragedia, con la morte di Daniele Pera, 42enne infermiere dell’ospedale Cisanello originario di Orbetello annegato mentre faceva il bagno, anche l’amministrazione torna a interrogarsi su cosa si debba fare per proteggere di più i bagnanti. Partendo dal fatto che sulla Lecciona, come ogni spiaggia libera, non c’è obbligo di sorveglianza.

«La premessa è necessaria – afferma l’assessore alla sicurezza Maurizio Manzo – Bisogna sapere che l’investimento per garantire la presenza estiva dei bagnini alla Lecciona è di circa 60-70.000 euro. Una spesa che un Comune nelle nostre condizioni, anche se stiamo risanando i conti, non può sostenere. Perché non è obbligatoria per legge. Questo non significa che non abbiamo fatto niente. Abbiamo sottoscritto una convenzione con la Misericordia di Torre del Lago, mettendo a disposizione un quad, per velocizzare gli interventi e rendere più rapido l’arrivo sul bagnasciuga. Inoltre abbiamo un accordo per permettere l’arrivo delle ambulanze dalla strada attraverso il Parco. Poi c’è la cartellonistica, che spiega al bagnante cosa rischia se si tuffa in zona in condizioni non ottimali».

Questo non permette di garantire la sicurezza al 100%. Che non sarà obbligatoria per legge, però rappresenta un punto d’onore per una città turistica. «Certamente – dice Manzo – ecco perché stiamo valutando come riportare l’estate prossima la sorveglianza alla Lecciona. Dovremo trovare altri modi, che ci permettano un esborso decisamente minore: ad esempio prevedendo i bagnini solo nel fine settimana o nei periodi clou. Non sarà facile e non mi sento di dire che lo faremo sicuramente, ma ci proveremo». L’obiettivo è coinvolgere quanto prima tutti gli interessati alla sicurezza, in primis la Capitaneria di porto, in modo da trovare una soluzione per il 2019. –



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