Il Tirreno

Versilia

La serata segnata dagli interventi di Nerio Nesi e Luciano Canfora In piazza Mazzini gli applausi salutano il versiliese Fabio Genovesi  

Premio Viareggio-Repaci: ottantanove primavere ed una voce potente sui destini del Paese

DONATELLA FRANCESCONI
Premio Viareggio-Repaci: ottantanove primavere ed una voce potente sui destini del Paese

I PERSONAGGIOttantanove primavere ed una voce potente: il Premio letterario Viareggio-Repaci porta sul palcoscenico trasferito in piazza Mazzini e battuto da un vento di terra che impone giacche e...

3 MINUTI DI LETTURA





I PERSONAGGI

Ottantanove primavere ed una voce potente: il Premio letterario Viareggio-Repaci porta sul palcoscenico trasferito in piazza Mazzini e battuto da un vento di terra che impone giacche e golfini “la meglio gioventù”. Impersonificata da Nerio Nesi, 93 anni e Luciano Canfora, 76: il primo destinatario del “Premio Viareggio del presidente” con “Le passioni degli Olivetti”; il secondo giurato del premio presieduto da Simona Costa. La quale, nel consegnare il Premio internazionale Viareggio Versilia all’ex magistrato Giancarlo Caselli, 79 anni, ha sottolineato la forza della «tradizione culturale e civile del Premio Viareggio-Repaci».

Una forza che piazza Mazzini ha sottolineato con applausi convinti, ed un po’ liberatori di troppi non detti che in questo tempo ciascuno di noi tiene per sè, quando il “banchiere rosso” Nesi ha raccontato come un Paese segnato da «individualismo sfrenato» ed «incapacità di agire collettivamente» l’Italia di oggi, quella del crollo del ponte a Genova e dei morti di quella strage (al cui ricordo il Premio ha dedicato in apertura le note di “Genova per noi”). Concludendo con parole che sono state una scossa di speranza: «Ci sono ancora eccellenze, contrappesi che possono impedire che si arrivi ad una nuova dittatura».

Poco prima di Nesi era stato Canfora - nel leggere le motivazioni del primo premio per la saggistica assegnato a Guido Melis per il suo “La macchina imperfetta. Immagine e realtà dello stato fascista” - a sottolineare «un libro che arriva quando il nostro Paese sta attraversando un periodo analogo. Un libro pubblicato nell’ottantesimo delle leggi razziali».

È una Viareggio che tiene al proprio Premio letterario quella che ieri sera chiedeva più posti, oltre a quelli riservati, anche per il pubblico rimasto in piedi ad ascoltare autori, giurati, note pucciniane mentre tutto intorno la città scorreva, con i rumori del vento, le voci dei bambini a giocare in Passeggiata, gli odori ed i suoni di un’ultima sera d’estate. Formula azzeccata, insomma, quella dell’apertura verso la città, anche se il meteo del dopo Ferragosto è sempre una scommessa.

Un po’ meno azzeccata l’organizzazione, con il colpo di scena cui il presentatore Tiberio Timperi ha fronteggiato con professionalità e con un’ironia che ha tappato qualche falla. Al momento di proclamare il vincitore per la sezione Narrativa - e, dunque ad inizio serata - nelle buste non vi era il nominativo, ma i moduli che i finalisti sono chiamati a compilare per il bonifico. «Ve lo immaginate al Festival di Sanremo?», è stato il commento di Timperi sotto gli occhi sbigottiti di Fabio Genovesi, Luigi Guarnieri, Giuseppe Lupo. Quando, finalmente, la busta giusta è arrivata, per il premio ex aequo andato a Genovesi (“Il mare dove non si tocca”) e Lupo (“Gli anni del nostro incanto”) era disponibile una sola targa.

«L’anno prossimo sono 90 anni», sono state le parole di apertura serata della presidente Costa: «Mi raccomando, sindaco...». In chiusura la risposta di Giorgio Del Ghingaro: «Abbiamo tante novità...». —

DONATELLA FRANCESCONI

altro servizio a pag.36

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web