Il Tirreno

Versilia

Dal ristorante gourmet al progetto di una piscina sulla terrazza, così il celebre albergo viareggino affronta la sfida del nuovo modo di fare vacanza 

Taccola (Esplanade): «Basta guardare indietro Per crescere bisogna investire sul futuro»

ADOLFO LIPPI
Taccola (Esplanade): «Basta guardare indietro Per crescere bisogna investire sul futuro»

il dibattitoSi possono ancora vivere le splendide infuocate giornate di Ferragosto, in Versilia, ospiti di un grande albergo? Prendiamo “L’Esplanade” in piazza Giacomo Puccini al Marco Polo, edificio...

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il dibattito

Si possono ancora vivere le splendide infuocate giornate di Ferragosto, in Versilia, ospiti di un grande albergo? Prendiamo “L’Esplanade” in piazza Giacomo Puccini al Marco Polo, edificio scintillante di luci e servizi, baronato dal liberty innescato da Galileo Chini, dal moresco, dal neo-gotico. Ieri trascorrere le vacanze col Solleone significava letteratura. Da Thomas Mann (Morte a Venezia) a Marcel Proust (All’ombra delle fanciulle in fiore), vennero testimonianze, racconti fiabeschi, poetici; quando vivere almeno un mese in grand’Hotel comportava giungere coi bauloni zeppi di abiti chic, dal bianco lino al frac, portarsi dietro la famiglia con zie scapricciate e curiosissime nurses per i pargoli vestiti alla marinara. «Adesso - parte spedita Beatrice Taccola, manager dell’Esplanade, biondissima, bella, di sangue toscano acceso - smettiamola di chiacchierare e rievocare sempre lo ieri. Adesso specchiamoci nel turismo di oggi e investiamo sul futuro».

Così mi trascina al quarto piano dove c’è un’eccellente terrazza marinata da un sole a picco, terrazza che spalanca al mare e dà sui tetti dell’innocente villa Puccini lasciata in abbandono ai piccioni e alle visite guidate (per vedere cosa?). E su questo quarto piano la Taccola ha intenzione di far costruire la rutilante piscina, un modernissimo specchio di acqua che fa sguardo sulla Passeggiata, sul mitico caffè Galliano, sulle eleganti tende del Principino. Ecco il coraggio di spendere risorse.

Basta allora mal di pancia sulla Versilia che pare in ritirata. Basta guardare all’indietro, ai Savoia, ai D’Annunzio, ai generaloni Yenkee che liberarono la “linea gotica”. E ci si fa prendere semmai dal gorgheggiatisimo via vai di turisti cinesi che affollano la hall e scelgono l’albergo a quattro stelle mentre gli arabi lo vogliono a cinque. I cinesi sono il nuovo mercato. «Parliamoci chiaro - dice Beatrice Taccola - la Versilia intesa come riviera costiera ha ancora una grande vocazione turistica ed è fortemente bella e attrattiva sotto tutti gli aspetti. E’ una destinazione matura, pertanto per tornare a crescere occorrono innovazione e strategie di rilancio. Il turista cerca nuove emozioni connesse alle caratteristiche peculiari e distintive del territorio e per questo motivo durante la fase di ricerca organizza il suo tour su video o foto e racconti trovati sui social network o sui blog. E’ colto, attivo e abbiente e sceglie la Versilia come sua meta preferita non contentandosi più del solito relax sotto l’ombrellone, ma cercando di vivere un’esperienza sul territorio tutto l’anno».

Così la vacanza si riduce a quattro, cinque giorni. Tutti presi da occasioni ed eventi di una ricchissima offerta che va dall’acquario di Livorno (o di Genova) al Festival Pucciniano, all’arte ai concerti di Pietrasanta alle poesie recitate da Giancarlo Giannini alla Versiliana.

Il turista oggi a Viareggio non si fa solo annacquare dai “gavettoni” in spiaggia, ma si guarda in giro: le cave del marmo di Carrara, le città di Lucca, Pisa, Firenze, San Gimignano, i quadri della fondazione Matteucci, gli incanti di Botero. Il cliente vuole, pretende, che le 54 camere dell’albergo, tra suite e appartamenti, siano al top. Allora le famiglie tornano, all’Esplande si fanno matrimoni e convention.

Un tempo in hotel si stava l’intero giorno, fra danze, concerti di piano, frivolezze e flirt. Ora l’albergo è soprattutto servizi di accoglienza.

Eppoi vi è la cucina del celebrato parmense Renato Ciccarelli (ospita Katia Ricciarelli e Terence Hill) che il direttore Giuseppe Patruno, un ragazzone figlio d’arte (suo padre è il direttore del “Royal”), così propone: «I nostri piatti vanno dalla carne, soprattutto i bolliti, al pesce fine. Raccomanderei i tagliolini all’astice». E da Ciccarelli, nel solare salone al primo piano, si fanno le colazioni: da quella latina (caffè e croissants) a quella americana (con uova e bacon) a quelle esotica (pompelmi, meloni, yogurth).

Ma a Beatrice Taccola preme concludere: «E’ pertanto necessario, per gli operatori del comparto turistico insieme alle amministrazioni locali, valorizzare il patrimonio storico, artistico, culturale, di tradizioni, di bellezze naturali che sono i caratteri distintivi del nostro prodotto». E quindi eccola immaginare appuntamenti consortili che mettano assieme politici, amministratori, imprenditori, proprietari di bagni, associazioni di cittadini per il progetto che sia comune di una “Casa Versilia” che all’Esplande già ha cominciato ad esistere. Una “casa” completa, efficiente, scrigno di occasioni mondane. —

ADOLFO LIPPI

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