Il Tirreno

Versilia

DOMENICA LA SERATA FINALE 

Premio Viareggio Rèpaci due acquisizioni importanti per arricchire l’archivio

VIAREGGIONato sotto gli ombrelloni della spiaggia Barsanti nell’estate del 1929, il premio letterario Viareggio Rèpaci è giunto alla 89ª edizione. Pensato da Leonida Rèpaci come un premio en plein...

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VIAREGGIO

Nato sotto gli ombrelloni della spiaggia Barsanti nell’estate del 1929, il premio letterario Viareggio Rèpaci è giunto alla 89ª edizione. Pensato da Leonida Rèpaci come un premio en plein air, da tenersi in riva al mare, il Viareggio torna all’aperto e propone la serata finale domenica sul Belvedere delle Maschere. Una serata, condotta dal giornalista Tiberio Timperi, che vuole essere una festa per tutta la città.

Nell’occasione, il sindaco Giorgio Del Ghingaro annuncia con grande gioia due importanti acquisizioni per il Premio. La prima viene dalla Fondazione Matteucci ed è un Ritratto di Leonida Rèpaci eseguito da Mario Borgiotti nel 1961, l’anno in cui il Viareggio fu vinto da Moravia con La noia. Il dipinto, donato alla città dagli eredi Borgiotti, col tramite della Fondazione Matteucci, è la più viva testimonianza della lunga amicizia tra il fondatore del premio e il pittore livornese, appassionato collezionista e tra i maggiori conoscitori di pittura macchiaiola.

La seconda acquisizione arriva invece da Gian Paolo Sobrino, nipote di Gabriella Sobrino, vera memoria storica del premio. Segretaria del Viareggio dal 1965 al 2004, la Sobrino ha raccolto per quasi 40 anni tutto il materiale delle edizioni da lei seguite: i verbali delle riunioni, i telegrammi e le lettere degli editori e dei giurati, gli inviti alle serate e persino i menu dei ristoranti, in un archivio diviso per cartelle che ora che il premio ha una sede, a Villa Paolina, torna a casa.

«Due donazioni importanti che andranno ad arricchire l’archivio del Premio e che troveranno prestigiosa e adeguata sede nella Villa Paolina – commenta Del Ghingaro - documenti che testimoniano un passato recente fatto di lettere autografe, serate di gala, nottate in bianco e spesso di baruffe, per decidere la rosa dei vincitori. E poi Rèpaci, con la sua personalità forte, che seppe riconoscere e amare la bellezza silenziosa di Viareggio, il chiasso delle notti estive, la sua capacità di essere sempre un po’ fuori dagli schemi. Quel poco, o quel tanto a seconda dei punti di vista, che è bastato per fare di un premio nato su di una spiaggia, l’evento più importante dell’estate italiana». —



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