Il Tirreno

Versilia

Il regista versiliese chiamato ad affiancare Yolande Zauberman nella realizzazione di “M” durata ben un anno e mezzo 

Il talento di Stefano Leone dietro il film scandalo dell’anno

L.B.
Il talento di Stefano Leone dietro il film scandalo dell’anno

IL PERSONAGGIOC’è il talento di un versiliese dietro il film scandalo dell’anno, “M” della regista francese Yolande Zauberman. Il versiliese in questione è Stefano Leone, 46 anni, regista e...

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IL PERSONAGGIO

C’è il talento di un versiliese dietro il film scandalo dell’anno, “M” della regista francese Yolande Zauberman. Il versiliese in questione è Stefano Leone, 46 anni, regista e videomaker, già vincitore nel 2007 del Premio “Francesco Pasinetti” al Festival di Venezia con “Elio Petri appunti su un autore”. Un film complicato “M” che racconta, senza sconti, ma anche senza giudicare, la pedofilia all’interno della comunità ebraica ultra-ortodossa di Bnei Brak, in Israele.

Il “mostro” raccontato da Zauberman è di fatto racchiuso nel clima di repressione e omertà che circonda lo stupro dei bambini. Un tema che, com’è ovvio che sia, ha suscitato e sta suscitando forti contrasti e che di recente ha ottenuto al Festival di Locarno il prestigioso Pardo d’Argento, premio speciale della giuria e ancora il Premio giuria giovani. E a Locarno, Stefano Leone, era in prima fila, a ricevere complimenti e applausi. «Conosco la regista e il marito da tempo per altre collaborazioni – racconta Leone – quando mi hanno proposto “M”, ho ovviamente detto sì. Ho capito fin da subito il valore di questo film. Ho fatto l’aiuto regista, il cameraman e l’assistente al montaggio: è stato un percorso bello e difficile al tempo stesso durato un anno mezzo. Abbiamo girato le riprese principalmente di notte, guidati dallo sguardo e dalle parole del protagonista, che nel raccontare gli abusi subiti da bambino in una comunità chiusa ed ostile ad ogni contatto esterno, alla fine si avvia verso un percorso condiviso di riconciliazione e dialogo. Comunità e contesti dove spesso eravamo osservati a vista, scrutati con diffidenza, anche se poi, di tanto in tanto quel mondo si apriva. Provava a comunicare».

Ad oggi non è dato sapere se e quando “M” sarà nei cinema in Italia. «Non ho idea: so che ci sono – spiega Leone – contatti importanti in corso. Staremo a vedere. Come versiliese e come professionista sono però orgoglioso di avere lavorato a questo tema. Il futuro? Il cinema e le immagini sono il mio lavoro e la mia passione: continuerò a farlo. Dopo “M” con ancora più entusiasmo e convinzione». — L.B.

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