Sicurezza
Fossa dell’Abate tutta verde Il Comune scrive al Consorzio
La comunicazione dell’assessore Marcello Pierucci e la risposta dell’Ente del presidente Ridolfi: «Sea rimetta i cassoni»
LIDO DI CAMAIORE
Il tappeto verde della Fossa dell’Abate, al confine tra i comuni di Viareggio e Camaiore, non è da meno a quello del Fosso della Farabola. Dopo l’intervento di rimozione dei giorni scorsi, ad opera del Consorzio di bonifica, le alghe sono tornate in grande quantità. Così, ieri, il Comune di Camaiore è tornato a richiedere l’intervento di rimozione del materiale vegetale, ritenuto urgente dalla nota Arpat di fine luglio che sollecitava gli Enti competenti ad agire con solerzia «al fine di evitare una eventuale moria della fauna ittica e problemi igienico-sanitari».
Nella comunicazione inviata dal Comune a Consorzio, nella persona del presidente Ismaele Ridolfi e dell’ingegnere Leonardo Giannecchini, e per conoscenza alla Regione Toscana ed al Comune di Viareggio- Servizio ambiente, l’assessore ai lavori pubblici Marcello Pierucci chiede «formalmente la rimozione delle alghe infestanti il Fiume Camaiore, che costituiscono ostacolo al deflusso delle acque e causa di cattivi odori», Una richiesta di intervento che si basa su quanto disposto dal “Piano delle attività di bonifica”.
«Se domattina alle 8 (oggi per chi legge, ndr) l’azienda dei rifiuti Sea ha riportato lungo i due conrsi d’acqua i cassoni per la raccolta del materiale, il Consorzio è pronto all’intervento», è la voce dell’Ente del presidente Ridolfi. Ente che così spiega il fenomeno: «Le alghe sono totalmente innocue per la salute e si manifestano ciclicamente lungo i corsi d’acqua soprattutto con l’aumento delle temperature, la concentrazione nell’acqua di sostanze nutrienti e lo scarso ricambio. L'alga “chaetomorpha”, si presenta come una lanugine filamentosa con lunghe radici che arrivano fino al fondale, si sviluppa molto rapidamente nelle acque salmastre e svolge una forte azione fitodepurante, assorbendo i nitrati e i fosfati presenti in acqua». Peccato solo abbai reso per buona parte della stagione l’acqua di mare impraticabile, mescolandosi con il lavarone a formare a riva una fanghiglia indigesta. —
D.F.
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