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Versilia

interrogato dal giudice 

Accusato di far parte del racket delle trans «Io ero ignaro di tutto»

M.T.
Accusato di far parte del racket delle trans «Io ero ignaro di tutto»

MASSAROSANega con forza di aver partecipato in maniera attiva al cosiddetto racket delle transessuali, finito nel mirino dei carabinieri. «Io non c’entro con questa brutta storia. Non sapevo che...

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MASSAROSA

Nega con forza di aver partecipato in maniera attiva al cosiddetto racket delle transessuali, finito nel mirino dei carabinieri. «Io non c’entro con questa brutta storia. Non sapevo che queste persone fossero finite in un giro simile».

Ad assicurare la propria innocenza sull’accusa più grave, di fronte al giudice del tribunale di Pisa Giuseppe Laghezza, è Giorgio Barsanti, 44enne residente a Massarosa. L’uomo, assistito dall’avvocato Gabriele Parrini, è finito nella maglie dell’inchiesta della Procura di Pisa - la zona di riferimento era Migliarino - perché avrebbe fatto da tassista alle trans costrette a prostituirsi: gli viene contestata anche l’associazione a delinquere, quindi con un presunto ruolo attivo nell’organizzazione. I cui quattro esponenti principali, stando alle accuse mosse da Procura e carabinieri, sono tutti brasiliani. Tutti finiti nei giorni scorsi nelle carceri di Pisa e Lucca.

Barsanti non è stato arrestato: gli è stato imposto l’obbligo di dimora, in pratica non può spostarsi da Massarosa. Ieri, nell’interrogatorio di fronte al giudice, ha respinto in pieno l’accusa di aver fatto parte della banda. Ha ammesso di aver trasportato con la propria auto le trans a Migliarino, in una specie di servizio taxi fai da te: «Ma non lo facevo su ordine dell’organizzazione - ha detto - di cui non conoscevo assolutamente l’esistenza».

Anche un altro indagato, il 44enne Gianluca Albino, assistito anche lui dall’avvocato Parrini, ha negato qualsiasi addebito di fronte al giudice. Albino è stato a sua volta sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di Pisa, dove vive: è accusato di truffa e falso. Lui con l’organizzazione non c’entra niente, ma avrebbe detto sì a un matrimonio fasullo per consentire a una delle persone finite nel racket di prendere la cittadinanza. L’uomo nega che si sia trattato di un escamotage e assicura che quel matrimonio è vero e in regola.

M.T.

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