Italia
È un altro agosto di cattivo odore in città. I cittadini: «Si continua a far finta di niente»
La denuncia del comitato “Aria pulita a Viareggio e dintorni” che a giugno ha organizzato una prima manifestazione
VIAREGGIO. Un agosto di cattivo odore in lungo ed in largo per tutta la città. E sembra non interessare nessuno se Viareggio da oltre 15 anni convive con la puzza.
È la denuncia del Comitato “Aria pulita Viareggio e dintorni”, promotore della manifestazione del 23 giugno scorso e che da oltre un anno si batte perché le Istituzioni, a tutti i livelli, trovino una soluzione. «Chi c’è faccia un cenno!», torna a sollecitare il comitato che non risparmia parole dure: «Come gli struzzi si mette la testa sotto terra per non vedere e soprattutto per non sentire i puzzi. Abbiamo l’impressione che si continui a far finta di niente: il degrado avanza e come sul Titanic si seguita a ballare».
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Dopo l’allarme dello scorso anno, in un’estate che non ha dato tregua per il cattivo odore, oggi il comitato è molto critico sull’esito di “tavoli” ed incontri a tutti i livelli: «Le chiamate dei cittadini sono diventate un problema: come filtrarle e farle sparire nei conteggi delle segnalazioni, dei reclami. Si provi a chiamare polizia municipale od Arpat: vi si risponderà che non è competenza di questo o dell’altro ufficio o che l’orario o il periodo non è opportuno o che... Varie scuse per poi a posteriori asserire che le segnalazioni saranno inferiori a quelle degli anni precedenti e che su base statistica è stato fatto un buon lavoro di recupero del degrado».
Ma la pagina Facebook del comitato, così come il telefono della redazione del “Tirreno”, ed i gruppi di discussione cittadina on line sono il terminale di una seria infinita di segnalazioni di cattivi odori. Il puzzo si è fatto sentire nelle notti a cavallo di Ferragosto all’ex Campo d’aviazione, e ieri Erica Palagi segnalava: «L'aria è irrespirabile in via Montramito». Sabato sera, invece, alla Migliarina «odore molto forte di organico come tante altre sere». Odore che non ha risparmiato Bicchio, Cotone, Varignano. Per chi abita alla Migliarina quest’anno s’è aggiunto «l’odore di bottino»: vasche del depuratore piene e fanghi stoccati perché non si possono smaltire hanno accentuato il problema.
«In una perversa strategia di cambio di destinazione ad una zona vocata al turismo, le amministrazioni locali e regionali», è ancora il comitato, «continuano ad autorizzare l’installazione ed il potenziamento di impianti emettitori di sostanze sgradevoli e/o inquinanti per l’aria. Si fanno procedure di autorizzazione semplificate (Aia invece di Via) a discrezione della autorità politica. E qualora serva proprio una Valutazione di impatto ambientale si fa annacquata. Come Comitato ci si domanda quali sono gli interessi capaci di sovrastare gli interessi della comunità della Versilia? E perché le categorie continuano a trascurare il recupero del degrado ambientale come importante per il turismo?».
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