Italia
Sicurezza sui binari: ci sono falle e vanno colmate in tutta fretta
L’ultimo atto di Gargiulo (Ansf) diretto a Rfi e a tutte le imprese del trasporto «Non indicazioni generiche ma piani dettagliati per tempi e obiettivi»
Non «indicazioni generiche» ma «un adeguato dettaglio in termini di tempi, obiettivi, ed indicatori» sul fronte di quanto c’è da fare in materia di sicurezza ferroviaria. È quando chiede, con uno degli ultimi atti prima del pensionamento, Amedeo Gargiulo, oggi ex direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria.
L’atto si intitola “Obiettivi ed aree di criticità in materia di sicurezza ferroviaria-anno 2019”, risale al 19 giugno di quest’anno, ed è stato inviato a: Rete ferroviaria italiana, gestore dell’infrastruttura; imprese ferroviarie; ministero delle infrastrutture e trasporti; Fercargo; Asstra; Assofer; Assifer; e tutto il resto dell’ampio mondo legato a treni e binari. Tutti soggetti chiamati a «dare tempestivo ed efficace corso all’attuazione di quanto delineato. Iniziando dal «riesame dei processi di gestione, controllo e verifica di efficacia della manutenzione di infrastruttura e veicoli ferroviari. Mettendo in atto le azioni necessarie per garantire la rispondenza ai requisiti specifici ed agli standard prefissati. Sia nel caso in cui l’attività sia svolta internamente sia nel caso in cui è affidata ad altri».
Il richiamo è anche «alla gestione delle forniture di sicurezza» per la quale serve l’ «evidenza di efficaci attività di audit, controllo e monitoraggio». Ed è necessaria la «creazione di una piattaforma di scambio delle informazioni con gli altri operatori ferroviari, relativi agli incidenti, inconvenienti ed ai precursori». Perché nessun incidente ferroviario è “solo” - e lo dimostra, per esempio, il numero di casi di “buchi” sui binari analoghi a quello trovato nel deragliamento di Pioltello ad inizio 2018 - così come non lo sono i crolli dei ponti. Ansf chiede ancora «una analisi accurata degli incidenti e degli inconvenienti per identificare le necessarie misure preventive da porre in essere, garantendo che lo stato di luoghi e veicoli non sia modificato prima dei rilievi».
Sicurezza è anche «completare l’attrezzaggio tecnologico», e la storia del disastro ferroviario di Viareggio con quell’antisvio che ancora oggi i treni italiani non adottano. In particolare Rfi ed imprese ferroviarie devono «garantire il corretto funzionamento, sia a terra che a bordo, dei sistemi di monitoraggio della temperatura delle boccole dei veicoli; l’innalzamento della sicurezza ai passaggi a livello, pianificandone in primis le possibili dismissioni; interventi a protezione della circolazione rispetto a possibili interferenze; l’adozione, nelle more dell’implementazione di tutti i punti, di opportune mitigazioni definite a seguito della valutazione dei rischi connessi, presidiandone i tempi di attuazione». In tutti i Piani della sicurezza 2019 Rfi ed imprese ferroviarie dovranno inserire «progetti ed attività per la risoluzione delle criticità». —
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