Toscana
Incartarsi nei meandri della scelta di un regalo
In quella calda mattinata di agosto, come in tutte le domeniche di agosto, puntualmente il dottor Amendola stava classificando leggi (e regi decreti) nel suo personale ufficio...
ALFONSO CELOTTO
In quella calda mattinata di agosto, come in tutte le domeniche di agosto, puntualmente il dottor Amendola stava classificando leggi (e regi decreti) nel suo personale ufficio legislativo. Casalingo, tranquillo e fresco.
Verso le 9.30 era alle prese con il RDL 28 novembre 1899, n. 225 circa le regalie d’uso della corte sabauda, quando una parola del titolo gli fece scattare la molla.
Regalie ... regalo.
Forse era veramente giunto il momento di fare un regalo a Mirella. La sua Mirella.
Il dott. Amendola, per abitudine (ma forse anche per oculatezza nelle spese) di regali non ne faceva mai. Ma dopo mesi di oculata frequentazione era probabilmente giunto il momento di materializzare in un segno tangibile il suo innamoramento.
Così il Direttore accantonò faldoni e gazzette, e si mise a scrivere un rapido elenco di possibili regali:
•Un anello. Sicuramente adeguato a indicare lo stato di innamoramento in cui versava, ma altrettanto sicuramente costoso e forse pericoloso, in quanto inequivocabilmente troppo esplicito. Da accantonare.
•Un viaggio. Intrigante e forse opportuno, ma residuavano una serie di problemi non insignificanti. Dove? Quando? Con che mezzo di trasporto? Il dott. Amendola non era certo un gran viaggiatore, non sapeva dove si poteva andare, non aveva mai preso l’aereo e aveva molto da lavorare. Da rinviare.
•Qualcosa da mangiare. Con il mangiare non si sbaglia mai. Ma forse presentarsi con una guantierella di sfogliate o un po’ di zucchero e caffè (per quanto di ottima qualità) non era certo confacente alla situazione. Da pensarci bene.
•Orecchini. Il Direttore sapeva che Mirella amava i gioielli, ma sapeva anche che lui in gioielleria non sapeva come muoversi, non essendoci mai entrato. E poi: d’oro? D’argento? A pendente ? Oppure piccoli a cuore o a stella? Complicato. Forse un braccialetto sarebbe stato più semplice, ma anche lì serviva almeno un consigliere per capire come muoversi. E a chi poteva mai chiedere consiglio senza scoprirsi? Comunque complicato.
•Una raccolta di leggi. Sicuramente su questo campo il Direttore sapeva bene come scegliere, ma forse la ricevente avrebbe potuto non comprendere a pieno la profondità del gesto e non avrebbe apprezzato il valore di un buon codice. Disdicevole.
•Un paio di scarpe. In vero anche il Direttore apprezzava molto le scarpe belle e soprattutto lo squisito gusto di Mirella nello sceglierle. Ma come diceva sempre mamma Carmela “le scarpe non si regalano perché vanno provate”. E ora mica poteva andare contro la saggezza di mammà... Da escludere..
•Biancheria intima. Pericolosissimamente allusiva. Da escludere radicalmente.
•Una busta con i soldi dentro. Sicuramente un regalo sempre gradito da chi lo riceve. Ma forse sarebbe potuto essere interpretato come un gesto paternalistico, più che uno slancio di passione. Inopportuno.
Come al solito il dott. Amendola si stava incartando nei meandri complessi dei suoi pensieri. Troppi pensieri, troppe elucubrazioni, troppo tutto... in amore era veramente senza speranze il Direttore.
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