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Versilia

PIETRASANTA 

Ragazzi in bicicletta investiti da un furgone che non frena e scappa

PIETRASANTAI pezzi sull’asfalto di via Unità d’Italia (via di Scorrimento) raccontano da soli che poteva andare davvero peggio. Poco prima delle 5,30 del mattino di domenica due ragazzi di vent’anni...

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PIETRASANTA

I pezzi sull’asfalto di via Unità d’Italia (via di Scorrimento) raccontano da soli che poteva andare davvero peggio. Poco prima delle 5,30 del mattino di domenica due ragazzi di vent’anni stanno pedalando verso Forte dei Marmi.

È estate, fa caldo sono i giorni del divertimento prima di tornare a casa, agli studi, incontro all’inverno. La notte è piccola e fuori si sta bene. I due ragazzi pedalano appaiati lungo la strada in direzione Forte dei Marmi quando - poco dopo la rotonda con viale Apua - un furgone cassonato bianco, di quelli utilizzati nei cantieri, li colpisce in pieno da dietro, buttandoli a terra.

Chi è alla guida non si ferma. A terra non c’è traccia di frenata, rileveranno appena intervenuti i poliziotti della Polstrada, sottosezione di Viareggio in servizio sulle strade della Versilia. Ma il furgone ha perso alcuni pezzi nell’impatto con i due ciclisti e da questi reperti la polizia Stradale ritiene di derivare alcuni elementi utili per risalire al mezzo.

E poco resta per arrivare a ricostruire la dinamica dell’incidente ed acciuffare il pirata della strada, perché lungo la via di Scorrimento, percorsa giorno e notte da un gran traffico di merci di ogni tipo, non ci sono le telecamere. Ma il personale della Polstrada cercherà di risalire ad ogni possibile immagine, anche di telecamere private, nell’obiettivo di sanzionare chi alla guida si è comportato in maniera così avventata.

«E posso assicurare - è la voce del responsabile della polizia municipale di Pietrasanta, Giovanni Fiori - che daremo tutto il supporto possibile ai colleghi della Stradale».

Per uno dei due ragazzi feriti, un pratese di 20 anni, la prognosi è stata di 20 giorni.

Ancora un episodio che dimostra come la Versilia non sia terra per chi utilizza le due ruote a pedali per i propri spostamenti quotidiani. Le strade sono tutte molto pericolose, poche sono dotate di vere e proprie piste ciclabili i cui percorsi ed intrecci non sono molto pubblicizzate. E quella che è, nei fatti, una risorsa per il turismo si trasforma in pericolo quotidiano ed occasione per rischiare la vita. Perché la maggioranza degli automobilisti viaggia ignorando la presenza delle biciclette e di chi è in sella. —

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