Il Tirreno

Versilia

Il 13 agosto 1938 fu inaugurata la struttura per ospitare la stagione lirica estiva: al taglio del nastro anche il ministro Perrone Compagni  

Quel teatro all’aperto in Pineta di Ponente che ospitò la “prima” viareggina di Turandot

PAOLO FORNACIARI
Quel teatro all’aperto in Pineta di Ponente che ospitò la “prima” viareggina di Turandot

PAGINE DI STORIaOttanta ani fa tondi tondi, il 13 agosto 1938, Viareggio ebbe anche un suo teatro all'aperto, realizzato nella Pineta di ponente per l'allestimento della stagione lirica estiva. Il...

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PAGINE DI STORIa

Ottanta ani fa tondi tondi, il 13 agosto 1938, Viareggio ebbe anche un suo teatro all'aperto, realizzato nella Pineta di ponente per l'allestimento della stagione lirica estiva. Il teatro era una struttura precaria che veniva rimossa al termine delle rappresentazioni.

In una relazione inviata nel 1939 al Ministero della Cultura Popolare è così descritto: «Un grande portale, prospiciente la strada, accoglieva gli spettatori. Mentre per le uscite era provveduto con più porte, una della quali immetteva nel folto della bellissima pineta, dove era il parco delle automobili, delle biciclette e delle carrozze. Il teatro era capace di 5.000 posti a sedere, poi il prato erboso accoglieva in piedi i molti spettatori in più che qualche volta rasentavano il doppio dei posti a sedere».

L’INAUGURAZIONE CON LA TURANDOT

Fu inaugurato il 13 agosto 1938 con la rappresentazione della "Turandot", concepita e scritta da Giacomo Puccini proprio nella villa che ospitò il Maestro fino alla sua morte.

L’opera, che veniva rappresentata per la prima volta a Viareggio (la "prima" nazionale fu alla Scala di Milano il 25 aprile 1926), fu curata nei minimi particolari. Sulla scena, che si fondeva con lo sfondo naturale della pineta, si esibirono, sotto la direzione del maestro Pasquale De Angelis, interpreti d'eccezione: Clara Jacopo, Armando Giudizi, Enzo Feliciani, Cosimo Bova, Adriana Perris, Mario Gubiani, Gaetano Fanelli, Armando Bini e Cesare Orfei.

L'orchestra era formata da 120 elementi e completavano il cast 100 coristi e 250 comparse.

Presenti all'inaugurazione: il Ministro Perrone Compagni, il Sottosegretario agli Interni Guido Buffarini, l'onorevole Ricci, l'Ammiraglio Di Castro ed il figlio di Puccini. L'opera fu rappresentata anche il giorno successivo ed in entrambi le occasioni registrò il tutto esaurito. Per curiosità riportiamo i prezzi praticati: poltrone 25 lire, poltroncine 12 lire, tribuna 6 lire, posti popolari 3 lire. Per l’occasione fu stampata una cartolina commemorativa, opera di Uberto Bonetti.

Il teatro, una struttura precaria da rimuovere al termine della stagione estiva, l’anno successivo, rimontato in soli 18 giorni, ospitò l'edizione dell'Estate Musicale Italiana presentando, secondo il programma curato da Enrico Pea, tre repliche della "Bohème" e della "Butterfly". Il 13 maggio 1940, l'amministrazione comunale deliberò di trasformare il teatro all'aperto in una struttura stabile che "porti decoro alla città".

Il progetto fu studiato dall'architetto Virgilio Marchi, scenografo della R. Accademia d'Arte Drammatica e che aveva all'attivo la realizzazione del Teatro d'Arte di Roma e del teatro all'aperto di Siena. L’esecuzione dei lavori, per un importo di 320.000 lire, fu affidata alla ditta Adolfo lacomelli.

Per "riportare l'attenzione su Viareggio come spiaggia tranquilla", fu promossa una massiccia campagna pubblicitaria.

Giornali e documentari "Luce", misero in risalto la costruzione del teatro all'aperto, grandioso ed immerso nel verde, ed anticiparono il programma delle rappresentazioni.

nel 1962 la demolizione

Il teatro, costruito nella pineta, nella zona dell'ex-ippodromo, parallelamente al viale Buonarroti ed intitolato a Giacomo Puccini, era capace di contenere 3.626 posti a sedere.

Nel 1946, il teatro fu dato in affitto alla società "Gran Caffè Margherita" che vi organizzò proiezioni cinematografiche, spettacoli d'arte varia e manifestazioni sportive.

Nel settembre del 1962 il Comune decise di smantellare il teatro, poiché ridotto in precarie condizioni.

Otto mesi dopo la ditta Biancalana fu incaricata di demolire la struttura perché lo spazio così ricavato potesse "essere utilmente utilizzato a parco pubblico".

La città, che aveva promesso di «custodire consacrati a Giacomo Puccini casa e bosco che furono reggia e giardino alla splendida regina Turando» non seppe conservare il teatro dedicato «alla memoria del Maestro, fulgida gloria musicale d'Italia e cittadino d'elezione di Viareggio». —

PAOLO FORNACIARI

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