Gioco
Sant'Anna di Stazzema, Mattarella ricorda l'eccidio: "Vertice di disumanità, ma poi da qui è partita la cultura della pace"
Il messaggio del presidente della Repubblica a 74 anni dalla strage nazista. Fico si associa alle sue parole su Fb. La commemorazione nel paese. Il sindaco al ministro Fontana: "Rifletta sulla sua proposta di cancellare la legge Mancino"
SANT'ANNA DI STAZZEMA (LUCCA). L’Italia non dimentica. Il messaggio di Sergio Mattarella a Sant’Anna di Stazzema arriva forte. Irrompe nelle vacanze d’estate. Come 74 anni l’eccidio nazifascista sulle colline della Versilia. Firenze in festa, liberata il giorno prima. Il borgo trasformato in un mattatoio meno di 24 ore dopo: 560 morti, quasi tutti bambini, donne e vecchi. Una bimba, testimone chiave al processo celebrato più di mezzo secolo dopo, per quasi 2 giorni si tenne addosso il vestito con il sangue e il cervello della mamma che era riuscita a nasconderla ai tedeschi, prima delle pallottole.
Per questo, il 12 agosto 2018, 74 anni dopo quella strage, il presidente Mattarella scrive: "Sant'Anna di Stazzema nel cuore degli Italiani. Lo spaventoso eccidio nazifascista, compiuto il 12 agosto di settantaquattro anni fa, costituisce uno dei vertici di più sconvolgente disumanità che la guerra seppe toccare, destando orrore tra gli orrori. Al tempo stesso la fermezza e la dignità mostrate dalla popolazione di Sant'Anna nel ricostruire la comunità dopo l'immane tragedia e nel trasmettere ai giovani il ricordo e i valori fondamentali della vita hanno consentito di accumulare tesori preziosi per il Paese intero, il suo tessuto democratico, la sua cultura di pace".
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.17148082:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17148082:1652400154/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Già perché a Sant’Anna non alberga l’odio. C’è il Parco della Pace. La cultura della riconciliazione. E ora anche l’anagrafe antifascista, dopo che gli episodi di intolleranza stanno invadendo di nuovo l’Italia e l’Europa, con sempre maggiore sicurezza. Con sfacciataggine. E, infatti, l’anagrafe antifascista ha sostenitori anche dalla Germania, oltre che dai Comuni di tutta Italia. Il passato che si salda con il presente.
E allora il presidente Mattarella invia un messaggio anche personale alle famiglie delle vittime di Sant’Anna, certo, ma anche di tutte le stragi che in Toscana e in Emilia furono tantissime: “"In questo giorno di ricorrenza, desidero esprimere il rinnovato dolore per le tante vite innocenti così crudelmente martoriate, e insieme i sentimenti di vicinanza ai familiari delle vittime, ai discendenti, a tutti coloro che oggi partecipano alle celebrazioni di Sant'Anna di Stazzema. Il commosso saluto della Repubblica si unisce a quello di tutti gli italiani e di tutti gli europei che considerano irrinunciabile quel patrimonio di libertà, di diritti, di solidarietà che, dopo la Liberazione, i nostri popoli sono riusciti a costruire e che siamo sempre chiamati a difendere da ogni minaccia”.
Certo, oggi sono sempre meno i superstiti di questo eccidio. Di recente, se n’è andata un’altra. Anche se ai tempi della strage, i sopravvissuti erano bambini, oggi sono tutti ottantenni o oltraottantenni. Perciò coltivare la memoria è quanto mai importante. Di nuovo lo ricorda il presidente Mattarella: a Sant’Anna “una spietata ferocia si accanì allora su bambini, donne, anziani inermi, spezzando sentimenti e speranze, oltraggiando i loro corpi, occultando ogni segno di umanità negli stessi aguzzini. A tanto può giungere la violenza, l'odio, la smania di dominio: questa memoria consegna alle nostre coscienze un monito che mai può essere cancellato. Sta ora al nostro impegno e alle nostre responsabilità, personali e collettive, rafforzare nei tempi nuovi la cultura della vita, la pace tra uomini e popoli liberi, la solidarietà necessaria per dar vita a uno sviluppo davvero condiviso e sostenibile".
E alle parole del presidente della Repubblica si associa anche un ricordo (con un post su Facebook, un po’ meno istituzionale, certo) del presidente della Camera Roberto Fico: "Ricordare l'atroce eccidio nazifascista di Sant'Anna di Stazzema significa ricordare fin dove può spingersi la disumanità. Un pensiero alle 560 vittime innocenti e ai loro cari che hanno sofferto e lottato per la verità. Il lavoro della magistratura negli ultimi vent'anni e l'impegno della commissione parlamentare d'inchiesta ci ricordano quanto sia importante provare chiudere certe ferite svelando la verità, storica e giudiziaria".
Una verità che è stata scoperta anche grazie al lavoro di un giornalista, Franco Giustolisi, per aver svelato la presenza dell’armadio della vergogna: con i fascicoli delle vittime degli eccidi, per i quali mai si erano celebrati i processi; di parlamentari versiliesi che hanno insistito e ottenuto le commissioni parlamentari di inchiesta, come l’ex sottosegretario socialista Carlo Carli; di magistrati della Procura militare come Marco De Paolis, oggi a capo della Procura militare di Roma e all’epoca del processo di Sant’Anna alla procura militare di La Spezia.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.17148081:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17148081:1652400154/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Nella commemorazione di oggi, domenica 12 agosto, l'orazione è stata tenuta dal vicepresidente del Parlamento europeo, l'ex giornalista Rai David Sassoli. Il sindaco di Sant’Anna di Stazzema, Maurizio Verona, nel suo intrevento ha invece invitato il ministro Fontana a ripensare alle sue dichiarazioni sull’abolizione della legge Mancino. "Vorrei vedere come lo spiegherebbe, con quali motivazioni, a chi ha subito dal fascismo e dal nazismo crimini efferati, a chi ha visto uccidere padri, madri, figli, fratelli e sorelle nella maniera più crudele che ci possa essere”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
