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Nautica, export in calo secondo i dati del report Intesa San Paolo
È il quadro che emerge dall’analisi del primo trimestre 2018 Pollicardo (Nautica Italiana): «Poco significativo il periodo»
Monitor dei distretti produttivi della Toscana 2018, frutto del lavoro della Direzione “Studi e ricerche” di Intesa Sanpaolo. Uno sguardo a tutto campo sui dati del primo trimestre 2018, relativi a tutte le principali attività produttive di una regione che per andamento dell’export si pone al terzo posto in Italia, dopo Veneto e Lombardia. In questo quadro, per quanto riguarda il distretto della nautica di Viareggio (il cui valore è calcolato in 574,7 milioni di euro), i primi tre mesi del 2018 propongono un meno 37,2 milioni di export rispetto ai primi tre mesi del 2017. Con un primo trimestre 2017 che aveva visto la costruzione nautica viareggina - questo il distretto preso in considerazione dal report del Centro ricerche bancarie - a quota 73,5 milioni di export. Che diventano 36,3 nel periodo analogo 2018.
Il Tirreno ha confrontato i dati del report Banca Intesa insieme a Lorenzo Pollicardo, segretario generale di Nautica Italiana, l’uomo che ogni anno mette a punto la relazione sullo stato di salute della nautica per Cna nazionale, uno dalle cui mani passano molti dati del settore. «Si tratta sicuramente - è il parere espresso - di un dato incoerente con la situazione oggettiva che è indubbiamente positiva». Una positività che ha attraversato l’intero Salone viareggino che si è tenuto nel maggio di quest’anno, nel corso del quale sono stati evidenziati, a più voci, i tanti segnali di ripresa.
A detta di Pollicardo a portare il report ai numeri in segno negativo potrebbe contribuire «una misura troppo corta del valore di export, che potrebbe poi risalire nel secondo trimestre e compensare il calo apparente del primo».
Ma c’è un altro dato che va preso in considerazione nel quadro generale dello stato della nautica viareggina: «Qualche quota maggiore di vendite sul mercato interno che, in effetti, è in crescita», aggiunge Pollicardo. E questo è uno scenario che era molto atteso, dopo anni in cui la “voglia di barca” aveva subito un brusco calo, tra crisi economica e misure di fiscalità adottate dai precedenti Governi.
Ed infine, si può aggiungere - a detta di Pollicardo - quella che è un elemento oggettivo della produzione nautica: «In generale, specie nel distretto viareggino che vive di barche grandi, una misura temporale del trimestre - così l’opinione di Pollicardo - è poco significativa». Perché «una crescita delle dimensioni delle barche in costruzione sposta temporalmente il fatturato». Ed è lo stesso studio di Banca Intesa a sottolineare - nel tracciare il totale dei Paesi verso i quali l’export cala o aumenta - che i dati della tabella «non comprendono il distretto della Nautica che risente di particolari variabilità legato alla caratteristica operatività su un orizzonte pluriennale».
Insomma, bisogna attendere per un quadro più complessivo. Anche se qualche produttore storico di imbarcazioni “made in Viareggio” conferma a denti stretti il calo delle esportazioni. E non sarà un caso se la parola d’ordine lanciata dall’edizione del Versilia Yachting Rendez Vous di quest’anno sul 2019 è stata “internazionalizzazione”. —
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