Gioco
In arrivo 144 nuovi mini appartamenti Il Pd contro il piano
L’area interessata alla maxi operazione del cosiddetto Comparto 51 è compresa tra le vie Catalani, Ricasoli, Indipendenza e Bellini
PIETRASANTA
144 mini-appartamenti, 20 mila metri cubi di cemento, blocchi alti fino a 13 metri, oltre 6000 mq di superficie costruibile. Numeri del comparto 51, area di Marina di Pietrasanta compresa fra le vie Catalani, Ricasoli, Indipendenza e Bellini, che ha ottenuto il pass - con l'adozione di un piano attuativo - da parte della Giunta Giovannetti, nel giugno scorso. Numeri e progetto duramente contestati da Pd e Insieme per Pietrasanta che hanno protocollato un'osservazione al piano chiedendo «un doveroso ravvedimento e quindi ripartire con il progetto da zero. Costruire 144 mini appartamenti nel cuore di Marina facendoli passare come Rta è assai discutibile. Consentire, poi, l'edificazione in un'area prevalentemente verde senza prevedere nessun elemento teso a impedire che questi siano poi utilizzati come seconde case e non come struttura ricettiva, dovrebbe fare riflettere. L’amministrazione avrebbe avuto, e ha ancora, la facoltà di richiedere, sia in coerenza alle normative vigenti in materia sia per tutelare l’interesse pubblico, delle opere a compensazione dell’edificato concesso e di rimodulare l’impatto e soprattutto di vincolare il costruito a una vera e propria struttura alberghiera».
L'iter del comparto 51 è partito 31 anni fa, «ma allora l'obiettivo era di realizzare 2 alberghi - fa sapere Rossano Forassiepi della segreteria del Pd - sappiamo già il refrain del sindaco Giovannetti, che per tutto addossa la responsabilità ad altri; in realtà il centrosinistra ha dovuto mantenere la previsione del Comparto 51 nel regolamento urbanistico perché c’era una convenzione stipulata nel 2004 dall'allora giunta di centrodestra: la nostra forza fu quella di mantenere sì la previsione, ma vincolarla ad un piano attuativo proprio perché in quel modo il Comune poteva esercitare il suo potere di pianificazione e dunque ridimensionare l’intervento, darne una destinazione d’uso certa e non contraddittoria e ottenere delle opere a compensazione che potessero ripagare la collettività per l’impiego di molto nuovo suolo pregiato. Cosa che, con il via libera in Giunta, non hanno fatto». — L.B.
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