Il Tirreno

Versilia

l’incidente 

Donna travolta sulle strisce: il suo cane resta ucciso

Donatella Francesconi
Donna travolta sulle strisce: il suo cane resta ucciso

All’angolo tra via Fratti e via Pacinotti, proprio davanti alla pineta di Ponente. Da tempo i residenti nella zona chiedono limiti di velocità o dossi

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VIAREGGIO. Non ci sarà più la solita passeggiata del mattino, in compagnia di Pepe, un bel volpino fulvo, fino al parco pubblico della pineta di Ponente e ritorno a casa. Perché Pepe è stato travolto da un’auto che l’ha ucciso,  l'11 agosto, intorno alle 10, ed ha mandato in ospedale la sua padrona con un trauma importante. Sul luogo dell’incidente sono intervenuti ambulanza da Massarosa, vigili del fuoco e polizia municipale.

L’incidente - il terzo grave, in due giorni, che vede vittime dei pedoni - è accaduto all’angolo tra via Pacinotti e via Fratti, ad un passo da villa Argentina e proprio davanti alla pineta. Un punto davvero pericoloso per chi lo traversa e piedi: proprio al centro delle strisce pedonali, ormai inesistenti tanto sono scolorite, si incontrano i mezzi che provengono da via Fratti arrivando da via Vespucci, e quelli che - attraverso la stessa via Fratti - viaggiano dal Marco Polo in direzione stazione ferroviaria. Basta una distrazione ed al pedone non rimane scampo: si trova nel mezzo, stretto tra le auto.

Come mostra l’immagine della quale il Tirreno è venuto in possesso poco dopo l’incidente: il volpino sotto l’auto da una parte e la sua proprietaria stesa a terra e soccorsa, dall’altra.

«È il quarto incidente grave in due anni» racconta al Tirreno Umberto Maiolani, titolare del bar “L’Oasi”, proprio sullo stesso angolo, uno dei primi ad accorrere al momento del botto. «Abbiamo chiesto da tempo limitatori di velocità o dossi», continua Maiolani. Ma via Fratti è ancora considerata viabilità da zona ospedaliera, anche se il Tabaracci non è più ospedale dal 2001. «Con questo tipo di classificazione- racconta il barista - il Comune ci ha spiegato che non è possibile intervenire ponendo limiti di velocità su questa strada». Lungo la quale il via via delle ambulanze non si vede più da ben 16 anni.

Ma non è solo il problema dell’incrocio dove ieri si è verificato l’incidente che è costato la vita ad un cagnolino ed ha ferito gravemente una donna. Perché appena qualche metro dopo c’è quello, ancora più temibile, della pista ciclabile di via Vespucci con via Fratti. Chi proviene da Nord, a causa del chiosco ormai abbandonato da tempo proprio sull’angolo, non vede i ciclisti che traversano. E neppure i pedoni.

Ed è stato un eccesso di velocità che ha portato un’auto, appena due mesi, fin sul marciapiede del ristorante “L’Orsa di Gigi”, ferendo gravemente il titolare che è ancora ricoverato in ospedale per le conseguenze dell’investimento.

La sensazione - sono le parole cariche di amarezza di Maiolani - «è che affinché si decidano di fare qualcosa sia necessario che ci scappi il morto. E così, davvero, non può essere...».

 

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