Rilasciato permesso a costruire doppio rispetto al consentito
Partito democratico all’attacco: nel mirino c’è la società del padre dell’assessore ai lavori pubblici Francesca Bresciani
PIETRASANTA
Una vicenda complessa con strascichi giudiziari in corso quella che ha visto il Comune, tramite i suoi uffici, rilasciare nel 2016 un permesso a costruire di superficie doppia rispetto a quanto previsto. Permesso, una volta accertato l’errore, «prima sospeso dal Comune e poi all’indomani delle recenti elezioni amministrative di nuovo concesso con archiviazione della sospensione» fa sapere il capogruppo del Pd Ettore Neri che ha presentato un'interrogazione. «Beneficiario del permesso a costruire è la società Bresciani srl che ha come referente il padre dell'ex presidente del consiglio comunale e attuale assessore ai lavori pubblici Francesca Bresciani - aggiunge Neri - in poche parole alla società in questione è stato rilasciato un permesso di edificabilità di una bifamiliare di 312 mq anziché, come doveva essere, di 156 mq. Intervento oggi già arrivato al tetto. Il Comune, quando si accorse appunto del rilascio in difformità sospese l'efficacia del provvedimento». Con lo stesso Comune che comunicò i fatti all'autorità giudiziaria mentre il privato, a sua volta, per tutelarsi, formalizzò un ricorso al Presidente della Repubblica.
«Per quale motivo, allora, il Comune ha poi provveduto unilateralmente a riattivare il permesso, sebbene la stessa pubblica amministrazione avesse legato l’esito della istruttoria alla conclusione del procedimento penale in corso sulla vicenda? L'amministrazione Giovannetti è a conoscenza della decisione di revocare la sospensione? Gli errori possono essere frequenti e commessi in buona fede – prosegue Neri - non ho intenzione di attribuire colpe a nessuno, ma chiedo chiarezza».
Riattivazione del permesso che porta la firma del segretario comunale Michele Parenti. «La sospensione - spiega Parenti - era d'obbligo vista la difformità riscontrata e la conseguente comunicazione all'autorità giudiziaria. Ad oggi, però, visto che l'indagine non ha ancora prodotto un esito, abbiamo deciso per la revoca della stessa sospensione, in quanto il titolo edificatorio è stato effettivamente rilasciato al privato. Se poi le indagini accerteranno un dolo nella formalizzazione del progetto, a risponderne sarà il privato». — L.B.
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