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Versilia

sanitÀ 

Pronto soccorso preso d’assalto: un paziente ogni tre minuti

Donatella Francesconi
Pronto soccorso preso d’assalto: un paziente ogni tre minuti

Boom di accessi tra fine luglio e primi di agosto L’utilizzo improprio della struttura crea lunghe attese

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Un paziente ogni 3 minuti: così si lavora al Pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Dove, considerando gli ultimi 7 giorni di luglio ed i primi 7 di agosto - così il dato diffuso ieri dalla Asl Toscana Nord Ovest - i pazienti sono passati da 3.861 a 4.037 (+ 176). Numeri che confermano come la struttura dell’emergenza dell’ospedale Versilia sia la prima nell’Area vasta per accessi, pur in un quadro estivo che ha fatto registrare «un aumento di accessi che ha coinvolto sia le strutture dell’entroterra che quelle presenti sulla costa, a prescindere dai flussi turistici». Come spiega Alberto Conti, responsabile aziendale dell’area emergenza urgenza dell’Asl Toscana Nord Ovest.

Sabato 4 agosto la struttura di emergenza del Versilia, diretta dal dotto Giuseppe Pepe, ha visto passare 350 persone, delle quali 71 critici o mediamente critici, codici rossi compresi (10), e ben 101 sono arrivati nella fascia oraria notturna, tra le 10 le 7 del mattino. Lo stesso giorno all’Isola d’Elba i pazienti erano meno di 100.

Nonostante i numeri ed una percezione negativa di fronte ad un sovraffollamento dovuto da una richiesta sanitaria che Pepe non esita a definire «abnorme», i tempi di attesa «sono stati di circa 60 minuti. Molto meno di quanto si aspetta all’ambulatorio del medico curante o di uno specialista a pagamento».

C’è un inevitabile problema di approccio al tema-salute in una società che porta a considerare anche la prestazione medica come una app: richiesta-risposta, dalla sbucciatura del ginocchio all’infarto la risposta la si pretende dal medico ponendosi sempre e comunque con la stessa pretesa di riconoscimento di gravità. Ed anche questo crea gli ingorghi al Pronto soccorso.

La giornata del 4 agosto, sottolinea Pepe, «non è stata eccezionale. Perché il 6 agosto i pazienti sono stati 347: 259 di giorno, per un totale di 22 pazienti l’ora»,

Di fronte a questi numeri è evidente che qualcosa non va e Pepe lo sottolinea con forza: «In Pronto soccorso vengono visti i pazienti con sintomi e patologie gravi o potenzialmente gravi. Gli altri devono attende. Non vi è alternativa. È una questione di civiltà, oltre che di umanità». Un sistema di accesso e presa in carico che vale anche se si arriva al Pronto soccorso con l’ambulanza e con il mezzo a sirena spiegata. Non è questo che indica la gravità e, dunque, i relativi tempi di attesa. Ma la valutazione fatta dal personale del Triage al momento dell’ingresso nella struttura di emergenza/urgenza.

Prima di rivolgersi alla quale è sempre bene chiedersi se non si possa risolvere diversamente, fare prima riferimento al proprio medico curante, tenendo ben presente che il Pronto soccorso non è il luogo dove si fanno esami diagnostici e di laboratorio che il complesso sistema della “Aslona” rende difficili. —





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