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Spara a tre ragazzi che giocano a calcio in piazza

Claudio Vecoli
Spara a tre ragazzi che giocano a calcio in piazza

Un tredicenne è stato ferito ad una gamba: il pallino della carabina si è conficcato nella coscia. Indagano i carabinieri

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In tre, tutti ragazzi sui tredici anni, giocavano a calcio nel piccolo parcheggio di fianco alla chiesa di via Cenami a Massarosa. E, come tutti i ragazzini con un pallone tra i piedi, con ogni probabilità facevano rumore. Ma la reazione di chi di quel baccano non voleva proprio saperne ha superato davvero tutti limiti. Perché, utilizzando una carabina ad aria compressa, ha sparato contro uno dei tre baby calciatori che stavano giocando conficcandogli un pallino nella coscia. E sparendo poi nel nulla.



A raccontare l’inquietante episodio – avvenuto sabato pomeriggio – è Graziano Salvadori, conosciutissimo attore comico che ormai da anni abita a Massarosa, non lontano da dove è accaduto l’episodio. Ma in questo caso nella storia che racconta di comico non c’è proprio nulla. Tanto più che fra i tre ragazzini che giocavano a pallone c’era anche uno dei suoi due figli. «Quando mi hanno raccontato quello che era accaduto – spiega Salvadori – non volevo crederci. Tant’è che all’inizio ho pensato che quel colpo di carabina fosse frutto della loro immaginazione e che la ferita alla coscia fosse stata in realtà provocata da qualcos’altro. Solo che quel dolore alla gamba non voleva saperne di passare. E così lunedì pomeriggio siamo andati al pronto soccorso per far vedere quella ferita. E, dopo aver spiegato ciò che era accaduto, i medici hanno deciso di fare una radiografia. E dalle lastre è emerso chiaramente che conficcato nella coscia c’era un pallino di piombo che era penetrato nella carne per ben sette centimetri. E – conclude con una battuta – mi sono dovuto ricredere anche sulla fantasia di questi ragazzi».



Inutile dire ciò che quel gesto ha rischiato di provocare. «E’ andata bene. Perché quel pallino ha rischiato di recidere l’arteria femorale. O provocare una infezione. Cose che solo a pensarci mi vengono i brividi. Invece quel pallino di piombo si è fermato senza provocare danni più seri e la prossima settimana, dopo una nuova visita, i medici decideranno se asportarlo con un intervento chirurgico oppure lasciarlo lì. Ma mi chiedo come possa una persona arrivare a sparare con una carabina ad aria compressa ad un gruppetto di ragazzi che giocano a pallone. Un tempo, se proprio dava fastidio il baccano, al massimo bucavi il pallone. Ora siamo arrivati ad utilizzare un’arma. E’ tutto così inconcepibile…»



La storia, comunque, non finirà qua. Perché adesso Graziano Salvadori ha deciso di andare fino in fondo alla vicenda. E dare un nome e un cognome a colui che ha sparato contro i tre ragazzini che giocavano a pallone nella piazzetta vicino alla chiesa. «E’ chiaro che chi ha fatto un gesto del genere non può e non deve assolutamente passarla liscia. Per questo ho presentato una denuncia ai carabinieri. Con la speranza che trovino questa persona e le facciano passare un brutto quarto d’ora». —





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