Sicurezza
Strage, stop al sindaco «Non può invitare chi ha ucciso 32 persone»
I familiari delle vittime della strage di Viareggio dicono no all’incontro per la costruzione dell’Osservatorio sulla sicurezza
«Io non sono pronta a parlare con chi ha ammazzato mia figlia ed il sindaco non si può permettere di invitare in città chi ha ucciso 32 persone»: poche parole, che tolgono il fiato, quelle pronunciate da Daniela Rombi, vice presidente dell’associazione “Il mondo che vorrei” al dibattito sul disastro ferroviario di Viareggio, sabato sera. Il caso è quello dell’invito - per il 5 settembre - che Giorgio Del Ghingaro ha inviato a Rete ferroviaria italiana e Protezione civile nazionale con l’intento di un primo incontro che vada nel senso della costituzione dell’Osservatorio per la sicurezza delle merci pericolose richiesto dai familiari delle vittime a gran voce da anni, ricevendo solo promesse vane. «Ferrovie devono fare un passo indietro rispetto al comunicato che fu diffuso subito la sentenza di primo grado», continua Rombi. Seduto a fianco a lei c’è Marco Piagentini, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage del 29 giugno 2009: «Se Rfi deve venire a Viareggio per affermare come sempre che quelle italiane sono le ferrovie più sicure d’Europa», così la voce di Piagentini, «allora può rimanere anche a Roma». Senza contare che - sono le parole di Rombi - «se Fs pensa di venire a Viareggio a sovvenzionare qualche lavoro perché il 13 novembre inizia l’appello, allora che se lo scordino pure. Perché noi non siamo scemi».
Dalla cinque giorni organizzata per sostenere le ragioni e l’attività dell’associazione, nella serata del dibattito con gli avvocati Riccardo Carloni e Tiziano Nicoletti in vista dell’inizio del processo d’appello a novembre, è arrivato dai familiari delle vittime un messaggio forte e chiaro al ministro dei trasporti Danilo Toninelli (5Stelle), al quale è stata ricordata la richiesta di un incontro: «Non ha senso che l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria non abbia un nuovo direttore, ma si sia deciso per un incarico a tempo al vice direttore dell’era Gargiulo». —
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