Il Tirreno

Versilia

È chiamata così perché la sua costruzione è stata attribuita a Matilde di Canossa: ma il realtà fu fatta edificare dal Governo di Lucca 

La Torre Matilde, quel simbolo di Viareggio a cui è stato tramandato un nome sbagliato

PAOLO FORNACIARI
La Torre Matilde, quel simbolo di Viareggio a cui è stato tramandato un nome sbagliato

pagine di storiaLa notizia della raccolta di fondi per il restauro della Torre Matilde che metterà fine dell’abbandono in cui versa da anni, offre lo spunto per alcuni sintetiche considerazioni.IL...

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pagine di storia

La notizia della raccolta di fondi per il restauro della Torre Matilde che metterà fine dell’abbandono in cui versa da anni, offre lo spunto per alcuni sintetiche considerazioni.

IL SIMBOLO DELLA CITTÀ

Roma, il Colosseo; Parigi, la Tour Eiffel; o per guardare a realtà più vicine alla nostra, Pisa, la Torre pendente; Lucca, la Torre Guinigi: se per queste città, ma l'elenco potrebbe essere lungo a non finire, questi "segni" storico-artistici ne sono immediata immagine di simbolo e di testimonianza storica, la stessa cosa può essere per Viareggio, la Torre Matilde.

La Torre, uno dei pochi edifici storici ancora presenti nel tessuto urbano cittadino, è certamente il monumento più rappresentativo di Viareggio. Intorno alla Torre è nato e si è sviluppato il borgo, sotto la sua protezione si è avviato il traffico marittimo alla foce del porto canale, nelle sue immediate vicinanze ha avuto inizio l’attività dei primi cantieri navali.

Purtroppo, da anni è chiusa al pubblico, diventata più che testimonianza muta della storia di lotta, sofferenza e fatica dei nostri progenitori, che sfidando la malaria hanno dato origine alla Viareggio di oggi, palese e non costruttivo esempio di come nella disordinata ricerca del proprio futuro, sempre meno roseo, la città sia spesso incapace di conservare e valorizzare la propria storia, il proprio patrimonio storico, architettonico ed urbanistico, la propria originale dimensione culturale.

UN NOME SBAGLIATO

La massiccia Torre, detta impropriamente “Torre Matilde" (attribuendone erroneamente la costruzione alla Duchessa Matilde di Canossa) fu fatta edificare dal Governo lucchese con deliberazione del giugno 1534, in prossimità dello sbocco a mare della Fossa della Selice (attuale canale Burlamacca).

La costruzione fu terminata nel 1542 e davanti alla Torre alcuni anni dopo fu edificato il palazzo destinato ad ospitare il Commissario di spiaggia, l’autorità locale che aveva l'incarico di disciplinare il movimento delle merci che transitavano dallo scalo marittimo, che fu collegato alla torre mediante un loggiato.

Eretta per la difesa del piccolo borgo dalle incursioni dei pirati barbareschi, non ebbe quasi mai modo di dimostrare la sua validità come struttura militare. Il suo momento epico la Torre l’ebbe nel dicembre del 1813, quando le truppe anglo-sicule, agli ordini di Lord Bentick, sbarcarono sulla spiaggia di Viareggio ed invasero Lucca. In quell’occasione il presidio militare, comandato da Ippolito Zibibbi, capitolò senza sparare un colpo di cannone. Questo episodio, che palesò la scarsa validità del fortilizio viareggino, decretò la fine della struttura quale presidio militare, avviandola all’esclusivo ruolo di luogo di detenzione.

Così la Torre, dopo un intervento d’adeguamento strutturale, fu adibita a carcere, poi, a partire dal 1823, dopo che le carceri furono trasferite a Camaiore, la torre fu destinata a Bagno dei forzati, fino al 1847 quando anche questa funzione fu soppressa dal Granduca di Toscana. Dal marzo 1848 al maggio 1849 fu sede della Guardia Civica, poi rimase inutilizzata. Allora il Municipio chiese al Governo toscano di adibirla a carcere pretorile. L'11 ottobre 1850 fu approvata la cessione, a titolo gratuito, della Torre che fu definitivamente carcere, strutturata in sei celle, ognuna delle quali in grado di ospitare fino a sei detenuti, e mantenne questa funzione fino alla seconda guerra mondiale.

LA RINASCITA

La Torre, dopo essere rimasta, dal 1945, inutilizzata, chiusa, custode di se stessa, alimentando con la sua imponente presenza, con il fascino del mistero delle sue inviolate stanze racconti, fra storia e leggenda, nel 1969 cessò il suo stato d’abbandono e vennero iniziati da parte della Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici di Pisa i lavori di restauro, che furono ultimati alla fine del 1982, con la riconsegna in data 1 febbraio 1983 della Torre alla città di Viareggio che, fino a pochi anni fa, aveva destinato lo storico monumento a sede di attività culturali ed espositive a carattere temporaneo. —

PAOLO FORNACIARI



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