Sicurezza
Sindaco e Asl assicurano: «Il pericolo è cessato» ma si attendono le analisi
I primi riscontri dei monitoraggi dell’Arpat non hanno rilevato valori anomali ma non si sa ancora con sicurezza quali materiali siano stati bruciati
PIETRASANTA
Spenti gli ultimi focolai, nelle prime ore del mattino di ieri, l’attesa adesso è rivolta agli esiti delle analisi di Arpat che dovranno fare chiarezza, fra la giornata di oggi e di domani, sulla presenza di polveri sottili, microinquinanti e diossina nella zona interessata dalla nube. Perché se è vero, come ripetono Asl e Comune che «con lo spegnimento dell’incendio alla Ferredil Cerù di via Pontenuovo i rischi legati all’inquinamento atmosferico sono cessati quindi si può stare fuori all’aria aperta e non ci sono più motivi di tenere chiuse le finestre» è altrettanto vero che nella giornata di venerdì è andato in fumo materiale come plastica, legno, inerti – incerta invece la presenza di solventi e vernici – e questo dovrebbe invitare tutte le parti in causa a una doverosa prudenza. Come a dire al bando i facili allarmismi, ma anche le rassicurazioni trionfalistiche e smodate.
Parla di ritorno alla normalità il sindaco Alberto Giovannetti. «Non solo a Pietrasanta, ma in tutta la Versilia. E questo grazie all’intervento immediato e professionale dei vigili del fuoco che hanno circoscritto, domato e spento l’incendio. Non ci sono più pericoli. Adesso aspettiamo le analisi di Arpat: i primi riscontri, frutto del monitoraggio della centralina posizionata poco distante dalla zona dell’incendio, non hanno evidenziato valori anomali» . Parametri nella norma, quindi, per ossidi di zolfo, monossido di carbonio, e acido solfidrico. «Al momento non ci sono segnali di preoccupazione per la salute e l’ambiente e quindi si può andare tranquillamente al mare, a cena fuori. E ai turisti dico di venirsi a godere le vacanze nella nostra Versilia – rilancia Giovannetti – noi troppo frettolosi nel parlare di ritorno alla normalità? Assolutamente no, abbiamo seguito, passo dopo passo, le indicazioni di Asl e vigili del fuoco, tutelando la salute della comunità».
Una precauzione, come da ordinanza, resta però in vigore, ed è quella di evitare di raccogliere frutta e ortaggi vincolando comunque l’eventuale consumo con acqua corrente potabile fino a circa un chilometro nella direzione sud est dal sito dell’incendio. «È bene evidenziarlo: se raccolta, frutta e verdura, potrà essere consumata solo dopo un accurato lavaggio, il tutto in attesa dei riscontri Arpat che diranno se c’è stata una ricaduta di sostanze tossiche sui terreni» fa sapere Giovanna Camarlinghi, dirigente medico di igiene pubblica, alimenti e nutrizione dell’Asl della Versilia. Asl che nella giornata di oggi eseguirà a sua volta alcuni campionamenti. Resta, dunque, al momento senza risposta il punto di domanda di molti residenti di zona, e non solo di zona: «Ma cosa abbiamo respirato dal momento in cui è divampato l’incendio?».
Dieci mezzi, 47 uomini, l’utilizzo di cannoncini e una risorsa idrica importante è fuori programma – un’autorimessa allagata – hanno permesso, dopo poco meno di 20 ore, il completo spegnimento dell’incendio. «Cosa lo ha causato? Ci sono delle indagini in corso, prematuro parlarne. Se ha funzionato il sistema antincendio della ditta? Anche in questo caso è presto per entrare nel merito. Posso però dire – sono state le parole di Claudio Lattanzi, funzionario provinciale dei vigili del fuoco – che fra il materiale bruciato abbiamo trovato plastica, legna ed inerti. Vernici e solventi? Non possiamo escludere che siano andati a fuoco: il fatto è che in alcune sedi del capannone è stato impossibile accedere e quindi è difficile dare certezze assolute. Due terzi dello stesso capannone sono seriamente danneggiati e inagibili e anche nella giornata di oggi – ieri per chi legge, ndr – abbiamo registrato piccoli crolli. Ad ogni modo da ieri mattina la situazione è sotto controllo». Con gli ultimi mezzi dei vigili del fuoco che si sono allontanati da via Pontenuovo nel primo pomeriggio di ieri mentre l’abitato con vista sulla via Aurelia era ancora attraversato da un acre odore di plastica bruciata. —
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