Gioco
Piccoli fondi diventano abitazioni E le case potranno essere ampliate
Adozione in consiglio comunale mercoledì. Il professor Lucchesi: «Sarà una trasformazione diffusa»
Piccoli fondi, a piano terra, con superficie utile di non più di 50 metri quadrati potranno diventare abitazioni mediante fusione con una unità immobiliare residenziale confinante. Dove “confinante” significa anche sovrastante. È una delle novità del Regolamento urbanistico (con variazioni tematiche sull’edilizio) che il consiglio comunale si appresta ad adottare mercoledì 8 agosto. Novità che potrà essere utilizzata dai cittadini solo nelle zone residenziali di impianto storico esterne alle aree centrali. Ovvero - spiega Fabio Lucchesi, uno dei professori dell’università di Firenze che al documento ha lavorato - «non in via Battisti, ma in via Coppino sì», tanto per fare un esempio.
«Abbiamo voluto che lo strumento che andiamo ad adottare», spiega l’assessore Federico Pierucci, «facesse chiarezza su cosa è possibile o non è possibile fare per ciascun edificio della città. Così che il cittadino abbia chiaro quali sono le possibilità di trasformazione del proprio immobile». All’interno di un quadro di «trasformazione diffusa», per dirla con le parole di Lucchesi che immagina una Viareggio ridisegnata dalla sua matita e da quella dei professionisti che con lui hanno lavorato.
Ecco, dunque, che - avendo ripescato un dimensionamento, ovvero una capacità costruttiva residenziale pari a 230 unità abitative - il Regolamento urbanistico sconfina in quello edilizio per le possibilità che ritiene di offrire e relativi sgravi ed agevolazioni.
Sia per il recupero di aree edificate degradate che per la nuova edificazione, «la trasformazione - spiega Lucchesi - è condizionata alla cessione al pubblico di una quota della superficie fondiaria, per miglioramenti alla viabilità, alla dotazione di parcheggi, al verde pubblico». La quota da cedere al Comune è così calcolata: 30% nel caso del recupero; almeno il 50% per la nuova edificazione.
Ed ecco un esempio di recupero, così come lo immagina il nuovo strumento urbanistico destinato ad essere approvato definitivamente entro fine anno, secondo i tempi dell’amministrazione. Una villetta come quella che viene indicata nella foto in questa pagina che si trovi al quartiere Migliarina (edificio in zona B, classificazione quinta equivalente, morfotipo TR3) potrà essere: demolita e ricostruita a parità di superficie; ampliata fino a 12 metri quadrati in più di superficie utile (ammesso che abbia un senso se poi nel Piano strutturale la si vorrà ridurre rispetto all’attuale parametro a Viareggio); dotare di garage nuovo fino al 20% della superficie. Oppure l’edificio potrà essere ricostruito, in classe energetica A o B, in condizioni di sicurezza sismica, accessibile agli anziani, con incremento fino al 35% della superficie. —
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