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Troppi escursionisti sul Corchia scatta la zona traffico limitato

Melania Carnevali
Troppi escursionisti sul Corchia scatta la zona traffico limitato

I turisti dovranno lasciare la macchina a Col del Macchia e poi proseguire a piedi per raggiungere i sentieri  

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Quello è uno dei monti delle Alpi Apuane più belli e più frequentati, dove si nasconde il sistema carsico più grande d’Italia (con 60 chilometri circa di gallerie), e dove si aprono finestre di paradisi terrestri come il Padule di Fociomboli, detto anche Torbiera di Fociomboli, un laghetto di origine glaciale ricco di rare specie botaniche che si sviluppa per circa un ettaro dalla valle del monte. Adesso raggiungere quei luoghi sarà più difficile. Sul monte Corchia scatta infatti una zona traffico limitato. Lo ha deciso il Parco delle Alpi Apuane con l’obiettivo «principale di garantire il mantenimento – si legge nella delibera –, in uno stato di conservazione soddisfacente, del tipo di habitat naturale nella sua are a di ripartizione naturale, ovvero, all’occorrenza, il consolidamento e/o il ripristino delle popolazioni vegeta a strada carrabile e transitabile che porta al Puntato». Lì sopra ci arrivavano troppe auto con il loro carico di inquinamento, rumori, strade distrutte sotto il peso dei pneumatici.

Già nel luglio del 2017 il Parco aveva deciso di limitare il traffico vietando l’accesso dei veicoli a motori lungo il tratto di strada che da Fociomboli porta al Paduletto «ad esclusione di quelli di volta in volta autorizzati», dei residenti nei paesi di Levigliani e Terrinca e dei proprietari di case al Puntato. Il punto è che anche il tratto più a valle, cioè quello che va da Col della Macchia a Fociomboli, attraversa un’area di particolare valore ambientale. Da qui la seconda delibera scattata nei giorni scorsi, che vieta il passaggio dei mezzi a motore anche in quel tratto.

Chi vuole raggiungere i sentieri del monte Corchia dovrà lasciare l’auto nel parcheggio di Col della Macchia e proseguire a piedi. «Un traffico sostenuto e una sosta incontrollata di veicoli a motore – si legge nell’atto del Parco – può determinare condizioni sfavorevoli alla conservazione degli elementi di pregio naturalistico». Inoltre, aggiunte l’ente, «un transito eccessivo di veicoli richiede poi una maggiore frequenza di lavori manutentivi su questo tratto di strada bianca, particolarmente acclive e solcato da acque ruscellanti in occasione di forti piogge, da cui ulteriori criticità nei confronti di habitat e specie presenti». —





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